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consiglio 2 dicembre

E il gruppo Bili non partecipa al voto

«C'è qualcosa di poco chiaro nel modo in cui è stata gestita la vicenda»

Luigi Benedetto

Se qualcuno vuole fare un regalo al segretario comunale, sappia che in cima alla lista dei suoi desideri figura un bracciale con diamanti. Questo almeno quanto comunicato involontariamente al Consiglio nel bel mezzo di una chiacchierata personale, a consiglieri schierati prima dell’inizio della seduta e a microfono inavvertitamente aperto. 

Amenità a parte, il Consiglio di mercoledì pomeriggio è stato incentrato sul parco fotovoltaico previsto sul territorio di Lombardore, nei confronti del quale la Giunta si è già espressa sfavorevolmente. Il sindaco Rocco Barbetta ha ricostruito per sommi capi la storia:

«Abbiamo avuto un incontro con il proponente, al quale abbiamo chiesto di produrre della documentazione per poterla valutare. Non abbiamo ricevuto nulla, ma il progetto è stato mandato a nostra insaputa a Città Metropolitana che poi ha chiesto un parere a Lombardore. Abbiamo fatto le nostre valutazioni, come Giunta, e sono valutazioni negative».

Al voto non ha partecipato, però, il gruppo di minoranza, guidato da Diego Maria Bili, che ha lasciato virtualmente l’aula al termine della trattazione del punto:

«In campagna elettorale l’attuale sindaco aveva detto che la cittadinanza sarebbe stata coinvolta nelle decisioni: così non è stato, specialmente su un tema come questo, dove è un gioco una fetta importante del territorio. Per un tema come questo ci sarebbe dovuto essere un confronto tra amministrazione, società proponente e cittadinanza per discutere sui pro e suoi contro dell’impianto - ha sottolineato - Questo modo di fare carbonaro fa pensare a qualcosa di poco chiaro. La mia esperienza mi porta a pensare che il proponente, prima di iniziare la costosa fase di progettazione, abbia preso contatti con il sindaco, o chi per esso. Solo un pazzo avrebbe portato avanti un progetto di questa portata, e di questi costi, per sentirsi dire un “no”. Non è che Città Metropolitana ha già dato parere favorevole, e questo Consiglio è solo un modo per lavarsi la coscienza? In ogni caso, pur ribadendo la nostra contrarietà all’eccessivo consumo di suolo agricolo, preferiamo abbandonare l’aula e non partecipare al voto».

Una scelta che il sindaco non ha preso bene per nulla:

«Non è corretto né educato abbandonare l’aula in questo modo, ma conosciamo Bili e il suo modo di fare. Questa era l’occasione giusta per dibattere il tema. In ogni caso invieremo questa delibera, unitamente alle relazioni inoltrateci da associazioni e privati cittadini, con cui abbiamo parlato, a Città Metropolitana. E saremo presenti alla Conferenza dei servizi».

Assente anche la consigliera Rachele Russo, che ha motivato la sua situazione in una nota fatta pervenire al sindaco e letta nel corso della seduta, nella quale sostanzialmente annuncia la non partecipazione al Consiglio per una incompatibilità personale con la vicenda, ribadendo anche in questo caso la sua contrarietà al consumo di suolo agricolo per un impianto di questa portata. 


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