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consiglio san benigno 30 novembre

 Il suo riconoscimento approvato in Consiglio

Ne fanno parte i sei consiglieri che hanno abbandonato "Impegno e Progresso"

Luigi Benedetto

Il dado è tratto. Con l’approvazione in Consiglio comunale della mozione che ufficializza la nascita del nuovo gruppo “Ci vi co”, distaccatosi da “Impegno e progresso”, inizia una nuova fase dell’Amministrazione comunale cittadina, con la maggioranza che passa da 13 a 7 rappresentanti, e un nuovo gruppo di opposizione che conta sei consiglieri. 

Le motivazioni che hanno portato al divorzio in casa “Impegno e progresso” sono state ribadite da alcuni dei protagonisti della nuova formazione, a partire dal neo capogruppo Alberto Graffino:

«Sono entrato in questo gruppo dal momento che il sindaco mi aveva prospettato un epocale cambio generazionale, e ho accettato, con l’unico obiettivo di cercare di migliorare il paese in cui vivo, e in cui vorrei vivessero si miei figli - ha spiegato - Il clima pre elettorale era stato davvero coinvolgente, con discussioni, scambi di contenuti, voglia di idee nuove, condivisione. Ma all’indomani del voto le cose sono cambiate, a partire dalla nomina degli assessori, cosa di cui i consiglieri sono venuti a conoscenza solo dopo che i nominativi erano stati ufficializzati al segretario comunale per la pubblicazione all’albo pretorio. Non un bel modo di iniziare questa avventura. Eravamo stati rassicurati con la promessa che le decisioni sarebbero state prese collegialmente dal gruppo, ma così non è stato. Anzi, è stato il contrario. Le nostre richieste di condivisione si sono scontrate con la volontà del sindaco di non allargare troppo la platea dei partecipanti per garantire l’agilità del lavoro da svolgere».

La narrazione di Graffino parla, poi, di riunioni separate, di decisioni controverse risolte a favore della Giunta, di mancanza di confronto e di eccessiva compartimentazione stagna dei vari incarichi, di proposte avanzate e nella gran parte dei casi sistematicamente “bocciate”.

«All’accusa rivoltaci che questo gruppo si sia rivelato ufficialmente ma che fosse sempre esistito, dico che dal momento in cui questa giunta autoreferenziale si è insediata in modo legittimo, ma politicamente antidemocratico ed umanamente deprecabile, un insieme di persone che fino al giorno prima non si conoscevano ha iniziato a confrontarsi giornalmente su tutti quei temi di interesse collettivo su cui non trovavano momenti di confronto con i veterani, che avrebbero dovuto guidarli ed aiutarli a crescere in questa nuova esperienza politica. Come già espresso nella mozione, sono disponibilissimo ad operare per far fronte all’emergenza Covid in prima linea, come già fatto nella prima ondata, e mi auguro che l’offerta sia colta senza riserve da parte di tutti i colleghi: di fronte e certe questioni non esistono colori od opinioni, ma si deve fare fronte comune».

Simile l’opinione di Massimo Revello:

«Il primo atto, la nomina della Giunta, ha generato in tutti noi da subito stupore, poi un grande malumore e una grande delusione per non essere stati nemmeno consultati a valutare la scelta della nomina dei componenti. I molti episodi di acceso confronto per posizioni diametralmente opposte, ci hanno stimolato comunque ad andare avanti lavorando sempre con pazienza, e senza scoraggiamento. È comprensibile che con questa premessa, un gruppo politico neo eletto che dovrebbe governare per 5 anni un paese in un nuovo corso amministrativo, non faccia prevedere un cammino sereno e non possa andare molto lontano. La scelta di uscire dal gruppo di “Impegno e progresso”, comunque, non farà venir meno il mio personale impegno politico e la mia disponibilità come consigliere eletto per tutti i cittadini di San Benigno».

Per Michele Cavapozzi:

«La scelta che ho condiviso con i miei colleghi è stata certamente sofferta, ponderata e presa con grande senso di responsabilità. Quella stessa responsabilità che mi è stata richiesta dai cittadini che alle elezioni hanno deliberatamente scelto di scrivere il mio nome e cognome sulla scheda elettorale. Oggi rivendico il diritto di esercitare la mia funzione politica, prerogativa del Consigliere Comunale, partecipando attivamente alla definizione delle azioni, delle scelte e delle strategie di questo Consiglio, anche se d’ora in poi lo farò dal nuovo gruppo di minoranza. Continuerò ad operare con il grande impegno e la passione che sin qui ho profuso, con spirito costruttivo e propositivo, senza però fare sconto alcuno sulle scelte che non riterrò condivisibili». 

E dal fronte della maggioranza? Sindaco, assessori e consiglieri superstiti hanno ascoltato in religioso silenzio i vari interventi. Hanno preso atto delle parole degli ex compagni di viaggio e hanno votato, all’unanimità, la mozione. Senza polemiche, perché questo non è momento per fare polemiche. È momento di lavorare per superare, nel miglior modo possibile, questo momento così difficile. Quello che sarà dopo, lo si vedrà. 


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