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monica camoletto

 Nella causa intentata da un funzionario

«Il giudice ha riconosciuto che le mie erano critiche mosse nella mia veste di consigliere»

lu.be.

Il fatto non sussiste. Quattro parole che chiudono, dopo anni, la vicenda legale che ha visto protagonista la consigliera di opposizione Monica Camoletto.

Una vicenda nata circa 7 anni fa: Matteo Renzi, all’epoca Presidente del Consiglio, visita Settimo Torinese e, tra le altre cose, loda l’efficienza della macchina comunale, Ufficio Tecnico compreso. Da quelle parole, qualche giorno dopo, la Camoletto parte per evidenziare il funzionamento dello stesso settore a Volpiano, portando in aula dubbi e critiche raccolte tra i professionisti e cittadini. Ne nasce una discussione con il sindaco, qualche battuta, e il tutto sembra finire lì. Sembra. Perché qualche tempo dopo la funzionaria dell’Ufficio Tecnico la cita in giudizio.

«E sulle prime ammetto di avere preso la cosa alla leggera, perché non ritenevo di avere detto nulla di offensivo, ma semplicemente mosso delle critiche che ritengo legittime, raccolte tra coloro che con quell’ufficio avevano a che fare - commenta - Talmente alla leggera che non mi ero preoccupata né di nominare un avvocato, né di invitare le persone con cui avevo parlato a testimoniare».

Talmente alla leggera che in primo grado viene condannata.

«A quel punto ho dovuto contattare un avvocato e gestire, in appello, la cosa in maniera diversa - ammette - e il risultato è stato questo. Il giudice ha riconosciuto che nelle mie parole non c’è stata calunnia, ma solo delle critiche mosse in Consiglio, nel mio ruolo di consigliere comunale. Certo, se forse all’epoca avessi detto le stesse cose in maniera diversa, questa vicenda non sarebbe mai nata. Ma sono fatta così, poco diplomatica e abituata a dire quello che penso».

Capitolo chiuso, quindi.

«Quasi. Ora potrò levarmi qualche sassolino dalle scarpe - conclude - a partire dall’osservare l’atteggiamento della maggioranza in quel frangente. Dal momento che la mia era una critica mossa al funzionamento di un settore, quindi alla parte tecnica e non a quella politica, forse i vari amministratori, invece di andare a testimoniare a favore della funzionaria, avrebbero potuto rimanere fuori da questa vicenda. Nel loro atteggiamento, invece, sembrava esserci un attacco a livello personale nei miei confronti…».


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