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Il 16 ottobre ha visto la luce la prima 500 elettrica

La sfida che attende la città è la sperimentazione di una nuova mobilità

Federica Carla Crovella

Nel settore automotive l’innovazione sembra non fermarsi mai, soprattutto negli ultimi tempi.

Lo scorso settembre, anche se qualcosa già bolliva in pentola durante l’estate, Pietro Gorlier, responsabile Fiat Chrysler per l’area Emea, anticipava:

"A Mirafiori abbiamo avviato i lavori per la costruzione della Fiat 500 elettrica che inizieremo a produrre a partire dal secondo trimestre del 2020 con volumi che arriveranno a 80 mila veicoli all’anno".

A circa un mese dall’annuncio, il 16 ottobre ha “visto la luce” la prima 500 elettrica; una preserie, che precede quelle destinate alla vendita, per cui dovremo aspettare il nuovo anno.

Stando a ciò che c’è in agenda, la prima metà del 2020 sarà piuttosto brillante per il settore: infatti, proprio ieri, 22 ottobre,  durante la visita del premier Conte allo stabilimento Fca, Gorlier ha annunciato di voler mettere in piedi un nuovo centro di assemblaggio di batterie. Si chiamerà “Battery Hub”, sorgerà a Mirafiori, in corso Tazzoli, e sarà realizzato in collaborazione con Comau, società di automazione industriale. L’investimento previsto, almeno per un primo periodo, è di circa 50 milioni di euro.

Il nuovo centro sarà caratterizzato da tecnologie all’avanguardia e robot che collaboreranno con gli operatori, avrà un’area destinata a testare la qualità delle batterie prodotte, una riservata alla continua formazione e accoglierà un processo pilota utile in fase di prototipazione e sperimentazione.

"L'industria dell'auto - ha precisato Pietro Gorlier - sta cambiando profondamente e uno dei principali trend di cambiamento è legato proprio all'elettrificazione. Grazie alla realizzazione del nuovo centro di assemblaggio di batterie a Mirafiori, FCA accelera la spinta verso l'elettrificazione aggiungendo un nuovo tassello all''ecosistema' che parte dalla filiera di fornitura per arrivare al supporto cliente". 

Il progetto allinea Torino al modello di città innovativa, evocato dallo stesso Conte, dopo l’incontro a Palazzo Civico con istituzioni e sindacati sul tema “Torino area di crisi industriale complessa”; il premier ha ricordato quanto in questa città l’ambito automobilistico sia stato continuamente in crescita e sempre caratterizzato da alta innovazione. Dunque, c’è “terreno fertile” per sperimentare una nuova mobilità e diffonderla anche a livello internazionale.

"Torino ha bisogno di un grande progetto di rigenerazione - ha sottolineato Conte - basato su automotive e aerospazio. Se si riesce a fare sistema la sfida si può vincere e il governo è pronto a fare la sua parte: Torino come laboratorio della nuova mobilità in Italia e in Europa, rilanciando la sua vocazione. Perdere il tessuto produttivo attuale sarebbe un disastro irrimediabile".

È sperabile, quindi, che “Battery Hub” sia un importante punto di partenza per ulteriori progetti futuri e il rinnovamento.

 

Foto: Ansa.it


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