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20 novembre giornata diritti infanzia

 

Si celebra oggi, 20 novembre, la Giornata Mondiale

Ma, attualmente, nel mondo per 1 bambino su 3 l'infanzia continua ad essere un diritto negato

Nadia Bergamini

Il nostro sommo poeta, Dante Alighieri, scriveva che del paradiso solo tre cose erano rimaste all'umanità e una di queste erano i bambini.

Oggi è il 20 novembre e in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Con la Risoluzione 836 del 14 dicembre 1954, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite,infatti, già 65 anni fa raccomandava a tutti i Paesi membri di istituire la Giornata Universale del Bambino "da osservare come giorno di fratellanza e comprensione tra i bambini in tutto il mondo" e suggeriva anche di "incoraggiare, nella stessa giornata, la promozione degli ideali e degli obiettivi dello Statuto delle Nazioni Unite e del benessere dei bambini del mondo".

Sono dovuti poi passare altri 35 anni prima che questa giornata fosse effettivamente istituita. Fu scelta come data, il 20 novembre, perchè proprio in quel giorno del 1959 l’Assemblea adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo e sempre nello stesso giorno, ma 30 anni dopo, nel 1989, la Convenzione sui diritti del fanciullo.  Convenzione, attualmente adottata da 190 Paesi nel mondo (l'Italia l'ha ratificata nel 1991). 

Una Dichiarazione e una convenzione che parlano di diritti. Diritti per tutti?

Secondo il rapporto di Save The Children, attualmente per 1 bambino su 3 nel mondo l'infanzia continua ad essere un diritto negato:

“sono ancora troppi i minori che muoiono per malattie curabili, non hanno cibo, non possono andare a scuola o sono costretti a lavorare precocemente”.

Nonostante vi sia un generale consenso sull'importanza dei diritti dei più piccoli, ancora oggi molti bambini e adolescenti, anche nel nostro Paese, sono vittime di violenze o abusi, discriminati, emarginati o vivono in condizioni di grave trascuratezza.

Secondo l’Unicef, ogni anno milioni di bambini sono vittime di violenze taciute:

“in ogni Paese, cultura e a ogni livello sociale i bambini subiscono varie forme di abuso, abbandono, sfruttamento e violenza. Gli abusi possono essere perpetrati nelle case, nelle scuole, nelle istituzioni, al lavoro, nelle comunità, durante i conflitti armati e i disastri naturali. In molti paesi, le punizioni corporali e gli abusi sessuali sono ancora ancora pratiche di violenza contro i bambini legali e socialmente approvate”.

Tante sono le forme della violenza: dallo sfruttamento alle punizioni corporali umilianti, dal reclutamento nelle forze armate alle pratiche tradizionali dannose come la mutilazione genitale.

“Crescere subendo violenza  e abusi – sottolinea ancora l’Unicef - condiziona pesantemente lo sviluppo, la dignità e l’integrità fisica e psicologica di un bambino”.

Eppure, il senso morale di una società, la cifra del suo grado di civiltà, crediamo, si dovrebbe misurare proprio su quello che fa per i suoi bambini che saranno gli adulti del futuro.


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