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la slot machine galllina da bar

 

A chiedere l'abrogazione della legge è la Lega

Leone: "il settore economico è stato danneggiato e i giocatori patologici si sono rivolti a circuiti illegali"

Fabio Farag

Continuano le polemiche sul distanziometro, introdotto con la legge 9/16 Contrasto al gioco d’azzardo patologico.

Se a chiederne l’abrogazione prima era Astro, associazione di categoria che ritiene il distanziometro una “misura inefficace”, a chiederne l’abrogazione adesso è la Lega, precisamente il consigliere Claudio Leone, che attraverso 3 articoli, intende eliminare in particolare “la retroattività dell’applicazione del distanziometro per tutti gli esercizi commerciali” previsto dalla legge 9/16.

claudio leone

 

“Ho ritenuto mio dovere, come imprenditore e oggi come consigliere regionale -spiega - partecipare alla proposta di legge e sostenerla come primo firmatario perché un settore economico è stato danneggiato, mentre i giocatori patologici si sono rivolti a forme di azzardo spesso illegali e fuori dai circuiti controllati.”

Ma cos’è il distanziometro?

E' un sistema che vieta, “nei comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti”, l’installazione di slot machine all’interno dei locali che distano meno di 300 metri dai cosiddetti punti sensibili: scuole, ospedali, oratori, banche, luoghi di culto e stazioni ferroviarie. Nei comuni con più di cinquemila abitanti inoltre, la distanza diventa di 500 metri. Le multe sono salatissime, dai 2 a 6mila euro “per ogni apparecchio fuori norma”, ai quali peraltro si aggiungono i sigilli.

A sostenerne l’efficacia è Paolo Jarre, presidente della sezione Piemonte e Valle d’Aosta SITD, che ritiene come modificare la legge 9/16 sia

“un provvedimento sciagurato che, oltre a non incidere in modo significativo sul settore del commercio dell’azzardo (i baristi e i tabaccai che hanno tolto ormai 2 anni fa le slot machine per l’eccessiva vicinanza ai cosiddetti “punti sensibili” si sono oramai riorganizzati il lavoro) avrebbe un impatto disastroso sulla prevalenza del gioco con apparecchi e provocherebbe una nuova impennata di gioco problematico e patologico in Piemonte”.

I dati

L’Ires (Istituto per le Ricerche Economiche e Sociali per il Piemonte), mette le mani avanti:

“l’efficacia della legge nel prevenire la diffusione della patologia nei soggetti potenzialmente vulnerabili potrà essere valutata solo più avanti, attraverso studi longitudinali che prendano in considerazione un arco temporale più ampio”.

In merito al distanziometro, i dati riferiscono come, dopo l’entrata in vigore, (primo semestre 2017) il volume di gioco fisico si è ridotto di 232 milioni di euro e che, “la riduzione di gioco sia attribuibile alla politica regionale di contenimento dell’offerta” quindi alla legge 9/16. “naturalmente- si legge nella nota- anche le perdite di gioco si sono ridotte” si stima infatti una riduzione di 163 milioni nelle perdite dovute al gioco. Aumentano però le perdite nel gioco online, che ammonterebbero a 15 milioni. Si legge nella nota infatti, che “uno dei possibili effetti indesiderati della riduzione dell’offerta di gioco su slot machine è lo spostamento verso altre forme di gioco.”

Per maggiore informazioni:  https://www.ires.piemonte.it/images/pubblicazioni/note-brevi/2019-01_NotaGiocoAzzardo.pdf


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