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 Anziani, giovani e famiglie per dire "no" ad odio e razzismo

Tra i tanti messaggi anche quello di Liliana Segre: "I giovani siano le sentinelle della memoria"

In diretta da piazza Castello Ilaria Cavallo

Dalle 18 piazza Castello si è trasformata in un enorme mare di "sardine" rosse, mentre il cielo della sera è rischiarato da una moltitudine di palloncini bianchi. Sono le migliaia di persone provenienti da tutta l'area metropolitana e non solo che stanno partecipando al flashmob pacifico, organizzato dal gruppo spontaneo delle "sardine", apartitico, nato su Fb per contrastare l'odio dominante, il razzismo e le idee sovraniste che stanno permeando la nostra società.

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Intanto la piazza si è riempita di migliaia di giovani, anziani, famiglie con i loro cartelli e striscioni fatti rigorosamente a mano. È una pacifica e festante invasione di persone decise a far valere la linea del dialogo, della solidarietà e della pace, contro la consuetudine ormai consolidata dell'odio anche verbale e della mancanza di rispetto, contro tutti i fascismi e le discriminazioni di ogni genere.

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Questo movimento, se così si può definire, è nato poco tempo fa anche a Torino sull'onda dei movimenti di Modena e Bologna che hanno già portato in piazza migliaia di persone. Paolo Ranzani promotore del Movimento torinese ha spiegato le motivazioni che ha fatto arrivare in piazza migliaia di persone: «I politici sono come inscatolati e continuano a fare a noi sempre le stesse domande. Ma noi non abbiamo risposte, noi siamo la domanda. Come ha detto il filosofo Cacciari, "noi siamo la rappresentanza di una mancanza" ed è quello che vogliamo portare avanti».

paolo ranzani

Poi, tra i tanti messaggi di auguri per la riuscita della manifestazione, ha scelto di leggere quello inviato da Liliana Segre: «La piazza è vostra soprattutto dei giovani perchè siano sentinelle della memoria».

Uri ha poi voluto ricordare le donne vittime di femminicidio facendo cantare alla piazza, prima a bocca chiusa poi con le parole "Bella Ciao".

Uri

Sara, 19 anni, ha invece spiegato le motivazioni che l'hanno portata ad avicinarsi al movimento: «Facciamogli capire che non abbocchiamo più, che vogliamo un futuro e lo vogliamo a colori».

Sara

Sul palco tra la musica motivazionale ci sono i giovani che affermano: «Qui c’è tanta gente che è delusa dalla politica, ed è qui perché crede ancora nella democrazia.  La piazza diventa come una casa dove scoprire la bellezza della politica. Bisogna tornare a fare politica ovunque, a casa, nei bar, ....Non possiamo sperare di fare una politica migliore se non siamo noi i primi a farla». E la canzone "La storia siamo noi" di Francesco De Gregori sottolinea il momento tra gli applausi della folla.

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"No a Salvini e a certi comportamenti. Basta alla valanga di odio con cui hanno cercato di appropriarsi della nostra serenità. Siamo qui in piazza come un'onda che travolge bestie e falsità. Siamo liberi e lo resteremo. Liberi dalla paura, dall'odio, dalla volgarità. Le sardine non hanno paura. Siamo solo unità che in branco fanno migliaia, ma che non appena si tornerà alla normalità torneranno unità. Torino non accetterà mai questa Lega e nessun altra forza che in modo subdolo si rifaccia al fascismo. Per questo urliamo tutti "Torino si slega"».

nicolo pagani

Sul palco sale anche Nicolò Pagani, il professore di San Benigno, diventato campione al programma TV L'Eredità, che ha abbandonato il programma con una lettera diventata virale sui social: «Non so se ve ne siete resi conto ma abbiano riempito tutta la piazza. Migliaia di cittadini scesi in piazza per dire che questo linguaggio porta odio. Quando si tollera l'odio lo si appoggia e noi vogliamo combatterlo. La felicità di un singolo dipende da quella della comunità, e dobbiamo combattere per i nostri diritti. In altre piazze fanno saluto romano. In questa con le mani teniamo un libro. Chi ce l'ha lo dia alla persona che ha accanto anche se non lo conosce. Il mio lo do a Vittorio, un partigiano».

sardina fredo olivero

 

Prende la parola Fredo Olivero: «Credo di essere il più anziano, qui. Dio non fa differenze. C'è solo una razza: quella umana. Anche la Chiesa, davanti alla disumanità, deve metterci la faccia, lasciare da parte i rosari e guardare le persone».

La piazza grida: «Torino resta umana». Le 40mila persone, stasera, l'hanno dimostrato chiaramente.


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