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Situazione sempre più complicata

Lavoratori e sindacati chiedono alla Regione di prendere una posizione

Simona Destino

Nubi sempre più scure e minacciose si stanno addensando sul futuro della Olisistem Start di Settimo. Le prospettive per i 200 lavoratori sono tutt'altro che positive.

Giovedì 5 dicembre, a Roma, si è svolto l’incontro tra le segreteria nazionali e territoriali del Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, le Rsu e i vertici dell'azienda.

Il quadro riportato dall’Amministratore unico, Vito Puce, sembra sempre più preoccupante: si prospetta uno spezzatino societario per i lavoratori dell’azienda di Settimo Torinese.

Il piano illustrato dall’azienda prevede, infatti, una divisione in tre rami sulla commessa Intesa San Paolo (vediamo aziende come Innovavay e Numero Blu), di cui uno attuerà il sistema di piano di affitto, dando garanzia di continuità per i lavoratori.

I lavoratori che però non rientreranno in questo ramo (quasi 200 dipendenti) saranno obbligati a licenziarsi per essere successivamente assunti dalle altre due aziende, rinunciando di conseguenza ai principi della clausola sociale previsto dall’art. 2112 del codice civile, che garantisce il mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d’azienda.

La stessa sorte è prevista per la commessa di assistenza tecnica sul territorio nazionale, procedura che mette a rischio le tutele di anzianità.

In fase di valutazione per altre commesse è invece la creazione di una Newco, un consorzio formato da varie aziende, di cui al momento non si hanno i nomi, nella quale dovrebbero rientrare altri 700 posti di lavoro, generando però un esubero di 250 impeghi sui territori di Torino, Milano, Roma, Napoli, L'Aquila e Bari, tra i comparti telecomunicazioni e metalmeccanico.

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A concludere questo quadro già di per sé drammatico, l’azienda Olisistem Start ha dichiarato di avere problemi di liquidità, mettendo quindi a rischio la garanzia di pagamento delle tredicesime ai propri dipendenti.

Soluzioni inaccettabili per le Organizzazioni Sindacali che le hanno considerate irricevibili

Proprio a causa delle poche, se non inesistenti, garanzie a tutela dei dipendenti il 10 dicembre sono state effettuate una serie di richieste precise sottoscritte dai consiglieri regionali Diego Sarno (PD), Francesca Frediani (M5S), Marco Grimaldi (LeU e Verdi), Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte – Monviso), Silvio Magliano (Moderati); dai parlamentari Francesca Bonomo (PD) e Jessica Costanzo (M5S); dalla sindaca e dall'assesore al lavoro di Settimo, Elena Piastra e Daniele Volpatto; dall'assessore subalpino Alberto Sacco, dai primi cittadini di Moncalieri, Paolo Montagna, Nichelino Giampietro Tolardo, Rivarolo Alberto Rostagno

Quali sono le richieste avanzate?

Ad Intesa San Paolo di ripensare alle sue strategie aziendali e rimettere in discussione il sistema “spezzatino” sedendosi al tavolo con le realtà disponibili a subentrare su tutta la commessa andando a garantire tutti i posti di lavoro.

Alla Regione Piemonte, ed in particolare al Presidente Alberto Cirio e all’Assessora al lavoro Elena Chiorino, di non perdere più tempo e di convocare un tavolo regionale formale e istituzionale con Intesa Sanpaolo per incentivare quei progetti che prima di tutto tutelino i lavoratori e le loro famiglie.

Al Governo di supportare le istanze sopraccitate con tutte le azioni opportune, in sinergia con le istituzioni locali e regionali coinvolte.

"Siamo convinti che su situazioni di crisi del genere si debba stare insieme a tutela delle persone e dei diritti, perché se non fosse così avremo sempre di più problemi di tenuta del legame sociale. Convinti di trovare il giusto impegno da parte di tutte le parti in causa, restiamo a disposizione per continuare questo percorso.”

 


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