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'Ndrangheta e voto di scambio, le accuse

L'operazione della DIA e della Guardia di Finanza  questa mattina all'alba

Fabio Farag

Su richiesta della Direzione Investigativa Antimafia del Piemonte, le fiamme gialle si sono mosse stamattina, venerdì 20 dicembre,  per eseguire otto ordinanze di custodia cautelare e sequestri di beni nei confronti di soggetti legati alla ‘ndrangheta che operano nel territorio di Carmagnola e Torino. 

Le accuse sono gravi, dall’associazione per delinquere di stampo mafioso e reati fiscali per 16 milioni di euro allo scambio elettorale politico-mafioso. Per quest’ultimo reato è finito nel mirino della Dia l’assessore regionale ai Diritti civili Roberto Rosso. Militante di spicco di Forza Italia, Rosso ha partecipato a due tornate elettorali per diventare sindaco di Torino, nel 2001 e nel 2016. Ora è passato a Fratelli d’Italia, con cui alle scorse consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale, è stato eletto assessore con deleghe per i rapporti col consiglio regionale, affari legali e contenzioso, emigrazione e diritti civili, oltre ad essere capogruppo in consiglio comunale a Torino. 

Secondo l’accusa, Rosso avrebbe chiesto voti ai clan per essere eletto alle precedenti elezioni vinte dal centro destra.
 
“Chiederemo le comunicazioni in aula al prossimo Consiglio Regionale di lunedì"  annuncia il consigliere dem Diego Sarno.
 
Intanto Rosso rassegna le dimissioni dalla carica di assessore, si sgancia anche il suo partito:
 
“apprendiamo che stamattina è stato arrestato con l'accusa più infamante di tutte: voto di scambio politico-mafioso. Mi viene il voltastomaco - tuona Giorgia Meloni - Annuncio fin da ora che Fratelli d’Italia si costituirà parte civile, in questa vicenda ci consideriamo le prime vittime fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da Fratelli d’Italia”.
 
Oltre a Rosso, è finito nei guai l’imprenditore Mario Burlò, presidente di Oj solution e vicepresidente nazionale di PMI italia.
 
E, Domenico Ravetti, presidente del gruppo Dem regionale chiede a Cirio di riferire in aula sulla vicenda:
 
"il Partito Democratico, di fronte ai fatti che hanno coinvolto in queste ultime ore l'Assessore Rosso, chiede formalmente le comunicazioni del presidente Cirio durante la prossima seduta di Consiglio. Abbiamo appreso che Cirio ha accettato le dimissioni di Rosso e ha avocato a sé le deleghe, ma vogliamo un'informativa da parte sua. Chiediamo, inoltre, che venga convocata la commissione legalità perché è fondamentale che il tema venga affrontato con tempi certi nelle sedi opportune e per quanto di nostra competenza".
 
 
 
 

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