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 Sono Enzo Valsania e Giuseppe Lazzarotto

"Inventata" produzione di mascherine chirurgiche per Fatebenefratelli e chi ne ha bisogno

na.ber.

 Se non fosse stato per Enzo Valsania,  il vulcanico presidente del Banco Opere di Carità del Piemonte e dell’Associazione Maria Madre della Provvidenza "Giorgio Valsania Onlus" e  per Giuseppe Lazzarotto, presidente della Casa della Speranza di Gassino, con un'azienda tessile, forse il presidio Fatebenefratelli di San Maurizio avrebbe dovto mandare a casa i suoi pazienti.  Non avrebbe potuto assistere in questo momento di emergenza, neppure i pazienti affetti da una patologia grave come l'Alzheimer, caricando le famiglie, costrette tra le mura domestiche ad un ulteriore problema. La causa? l'assenza di presidi come le mascherine.

E, invece, la soluzione è arrivata. Enzo Valsania, le cui associazioni hanno sede a Caselle in strada Commenda, notissime per le tante iniziative a favore dei più deboli, messe in campo negli anni, ha contattato Lazzarotto e insieme hanno studiato una mascherina di tipo chirurgico, a doppio strato, sanificabili e riutilizzabili  per proteggere dal virus e consentire ai pazienti del Fatebenefratelli di continuare a beneficiare delle cure. Le fettucce necessarie a completare la mascherina sono state donate dall'azienda casellese Filmar di Filiberto Martinetto.

Enzo Valsania

 

 

E, in questi giorni  all’interno dei locali dell’azienda di Lazzarotto, a Castiglione Torinese,è stata avviata la produzione volontaria di migliaia di mascherine, pronte per essere donate 

 alla Protezione Civile di Torino, al presidio ospedaliero Fatebenefratelli di San Maurizio, alle caserme dei Carabinieri del circondario e a chiunque ne abbia fatto richiesta. 

 

 

"Ho avuto modo di seguire a distanza il progetto di produzione delle mascherine fin dalla prima telefonata con Valsania la scorsa settimana, avviando personalmente l'iter della proposta tramite il canale predisposto dall'ufficio acquisti regionale in accordo con l'Assessorato alla Sanità - dichiara il consigliere regionale, Andrea Cane - la domanda di DPI è molto alta e servirà l’aiuto di tutti, attraverso la beneficenza e la buona volontà di chi ha le strutture e i macchinari come nel caso di Enzo e Giuseppe, per permettere a queste associazioni di acquistare la materia prima per proseguire la produzione"

Per chi fosse interessato a donare fondi per continuare a pieno regime la produzione basterà anche solo scrivere alla pagina Facebook dell'associazione "Giorgio Valsania Onlus". 

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"È nei momenti più difficili come questo che viene fuori ciò in cui crediamo davvero - conclude Cane - e il tessuto imprenditoriale piemontese, che non è fatto certo per arrendersi, non è rimasto in attesa rispondendo da più parti con grande forza e senso di appartenenza a questa grande comunità: per queste ragioni oggi sono ancora più convinto che insieme ce la faremo e ripartiremo più forti di prima, mai fermarsi, forza Piemonte". 

 

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