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 "Non possono trasmettere il Covid 19"

Il chiarimento arriva direttamente dal Ministero della Salute

na.ber.

Lo avevamo già scritto all'inizio dell'emergenza Coronavirus. Anzi a spiegarci che cani e gatti, gli amici a quattro zampe che vivono con noi non avrebbero potuto attaccarci il virus era stato il dottor Andrea Fontana (https://www.nonsolocontro.eu/nsc2/in-piu/mondo-animale/3192-gli-animali-possono-contrarre-il-coronavirus.html), apprezzato veterinario di Caselle, ma soprattutto un esperto. Era il 25 febbraio e l'emergenza era appena iniziata. Evidentemente le sue parole, come quelle di tanti altri non sono state sufficienti.

Da giorni, infatti, gli appelli a non abbandonare i propri compagni pelosi, si susseguono su giornali e siti istituzionali: gli animali non diffondono il Coronavirus.

Dopo il chiarimento del Ministero della Salute sull’aspetto sanitario, arriva l’intervento del Commissario della Protezione Civile Angelo Borrelli:

“l’abbandono di animali domestici è assolutamente deprecabile”.

Ed ora in campo contro questo fenomeno scende anche la Regione Piemonte.

Il vicepresidente della Commissione Sanità, Andrea Cane in accordo con il presidente Alessandro Stecco e l’assessore Luigi Icardi ha raccolto le indicazioni del Settore Prevenzione e Veterinaria Regionale, coordinato dal dottor Bartolomeo Griglio per dare risposte concrete ai cittadini:

“prima di qualsiasi informazione – spiega Cane – mi preme ribadire che non esiste alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia possano contrarre o diffondere l’infezione. Inoltre non esiste un rischio per la salute relativamente a prodotti di origine animale o animali vivi autorizzati ad entrare in Europa dalla Cina. Per chi ha animali d’affezione come cani e gatti è inoltre possibile, anzi direi doveroso, portarlo dal veterinario in caso di necessità. Lo spostamento è consentito ed è da dichiarare nel modulo di autocertificazione in caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine. Si consiglia in ogni caso di telefonare prima di recarsi in ambulatorio, in modo da consentire al veterinario di stabilire se si tratta di una priorità o meno".

E conclude:

"In Piemonte, inoltre, è consentita la passeggiata con il cane che deve essere contenuta alle sole esigenze fisiologiche dell'animale a 200 metri dalla residenza o domicilio: al rientro a casa non esistono accortezze particolari se non l’adozione delle comuni norme igieniche sull’accompagnatore che si dovrà lavare le mani. Concludo facendo chiarezza su un punto controverso fino a pochi giorni fa: il Ministero della Salute ha chiarito che sono consentite le attività di accudimento e gestione degli animali presenti nei canili, gattili e colonie feline. I volontari che operano per queste strutture possono muoversi sul territorio per proseguire il loro impegno dichiarandolo nell’autocertificazione: a loro e alle strutture di accoglienza va il mio personale ringraziamento”.


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