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 Scoppia il "giallo" del volantino falso

La Polizia di Stato sta cercando di fare chiarezza

Luigi Benedetto

La giornata di domenica 29 passerà alla storia, nei complicati giorni del Coronavirus, come quella del “volantino falso”. In diverse città italiane, e anche in molti Comuni della zona (tra i quali Caselle e Borgaro), sono apparsi dei volantini, su carta intestata del Ministero dell’Interno con tanto di logo della Repubblica italiana, con la quale si intimava ai residenti di abbandonare lo stabile. Uno scherzo di pessimo gusto in un momento così drammatico? Un tentativo di furto in grande stile, puntando sulla paura e sulla confusione? La Polizia di Stato sta cercando di fare chiarezza.

"Il falso volantino, che anche a Caselle è stato trovato affisso negli androni di alcuni palazzi - commenta il sindaco Luca Baracco - invita eventuali non residenti degli stabili a lasciare le abitazioni che li ospitano, per rientrare nel proprio domicilio di residenza, perché sarebbe in corso l’attività di controllo delle autorità. Tale volantino riporta anche l’obbligo di presentare, a richiesta, la documentazione di affitto della casa e i propri documenti con foto. Vi invitiamo a fare attenzione: potrebbe essere la mossa di qualche malintenzionato per entrare nelle vostre case in questo periodo di emergenza. Chiunque si imbatta in simili volantini è pregato di segnalarne la presenza alle Forze di Polizia e di non seguire le indicazioni in essi contenute. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito della Polizia di Stato".

volantino

Bollettino dei contagi

Tornando ai numeri, i dati dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte dicono che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 75 (più 21 rispetto a ieri), 26 dei quali in provincia di Torino.
Altri 212 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone e attendono ora l’esito del secondo.

Salgono a 72 i decessi, 23 nella provincia di Torino. Un numero che porta il dato complessivo a 734 deceduti risultati positivi al virus, di cui 236 nella provincia di Torino.
Ad oggi, i contagiati in tutta la Regione sono 8.461, quasi la metà (4.012) a Torino e provincia.
I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 24.782, di cui 14.657 risultati negativi.

Per quanto riguarda il territorio, sono tutti, purtroppo, in crescita i numeri di Leini: aumentano le persone positive al Covid-19 (passate da 22 a 24, di cui 12 in isolamento fiduciario post ricovero presso il proprio domicilio), le persone in isolamento (da 38 a 41) e le sanzioni amministrative (da 35 a 52). Invariati i numeri su Volpiano: 23 i casi positivi, 24 gli isolamenti domiciliari, 40 le denunce, mentre le sanzioni arrivano a quota 7 (6 in un solo giorno). Situazione invariata a San Benigno (3 persone positive e 7 in isolamento), a Rivarossa (due casi) mentre Lombardore, che fino a ieri aveva mantenuto il numero “0” alla voce positivi, si trova a dover fare i conti con un caso di positività e 5 di isolamento fiduciario. Crescono le persone contagiate anche a Mappano (da 18 a 21) mentre diminuiscono quelle in isolamento (da 58 a 46). Situazioni statica a Caselle (12 casi) e a Borgaro (19 casi).

Le buone pratiche anti contagio

Visto che i numeri, anche se di poco, crescono, è bene, come ha fatto il Comune di Mappano sul suo sito, riepilogare i comportamenti da tenere per evitare che il contagio si propaghi ulteriormente. Non basta limitare al massimo le attività sociali e lavorative, ma è indispensabile evitare il contagio interfamiliare e aumentare le misure di contenimento dei soggetti positivi: i loro familiari devono limitare al massimo i contatti esterni. Il Coronavirus può essere trasmesso dopo un contatto stretto con un paziente infetto. Per contatto stretto si intende una persona che vive nella stessa casa di un caso positivo; una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso positiva (per esempio la stretta di mano); che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso positivo (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati); che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di Covid-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti; che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso positivo per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri; un operatore sanitario o comunque una persona che fornisce assistenza diretta ad un caso positivo, o personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di Covid-19 senza l’impiego dei presidi raccomandati o con presidi non idonei.

Le persone per le quali è prevista la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario devono mantenere lo stato di isolamento per quattordici giorni dall’ultimo contatto con il paziente infetto o sospetto di positività, rispettare il divieto di contatti sociali (non ricevere o fare visite con amici, parenti, vicini), non uscire di casa, non compiere spostamenti e viaggi, rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza. In caso di comparsa di sintomi, la persona in sorveglianza deve avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra e l’operatore di Sanità Pubblica; indossare la mascherina chirurgica fornita all’avvio della sorveglianza sanitaria e allontanarsi dagli altri conviventi; rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, quando necessario.



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