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 Nascere al tempo del Coronavirus

Dalla ginnastica al nuoto simulato ad esercizi appositamente studiati per gli "over"

na.ber.

In 

E' arrivato il giorno di Pasqua, il piccolo Francesco, diventando subito il simbolo delle resistenza e della vita che vince sulla morte. Un simbolo di speranza per Rivarossa. Figlio di due angeli della Protezione Civile La Torre, impegnata a portare aituto, conforto e perfino semplicemente un sorriso a chi ne ha bisogno, Francesco ha riportato la luce. 

Si continua a nascere anche ai tempi del Coronavirus, mentre tutto fuori sembra sospeso, la vita continua a riprodursi. E, fa un effetto strano.

Si continua a nascere così come succedeva in guerra e questa pandemia assomiglia tanto  ad una guerra con i morti lasciati sul campo, glioperatori sanitari stremati, un coprifuoco che sembra non avere fine e il bollettino dei contagiati e dei decessi diramato ogni giorno. 

Si continua a nascere, ma questo evento da sempre pieno di gioia, di questi tempi ha il sapore amaro della mestizia, della paura, dell’imponderabile. Nessuna festa, nessun parente o amico, poche voci sommesse. Tutto è contenuto in un sottile anelito di ansia e preoccupazione.

I bambini continuano a venire alla luce, i reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali continuano ad essere completamente operativi, ma la gioia che da sempre accompagna le nuove nascite sembra scemare in questi giorni e, soprattutto, c’è un senso di solitudine. Un bimbo che viene alla luce è occasione di festa, di condivisione. I reparti di ostetricia e ginecologia sono praticamente gli unici negli ospedali dove vengono fatti entrare dei bambini come visitatori. E poi ci sono le visite a casa alle neo famiglie. 

Il Coronavirus non ferma le nascite, ma sta cambiando radicalmente il modo di viverle. In ospedale si arriva sole o tutt’al più accompagnate dal proprio compagno. Le visite nel reparto sono ridotte al lumicino, se non proprio vietate. Lo stesso vale a casa: vige l’imperativo di restare ognuno nella propria, si andrà a trovare il neonato quando l’emergenza sarà finita ed anche tra il personale ostetrico non si respira quella gioia che è parte di un mestiere bellissimo: quello di far venire alla luce una nuova vita.

In una situazione come quella che stiamo vivendo ben venga la gioia di Rivarossa per la nascita del piccolo Francesco, una luce nel buoio della pandemia. Un bimbo il cui primo vagito ha saputo scacciare quel pipistrello gigantesco che posatosi sulla luna, l'ha oscurata. Il bimbo della speranza, perchè la vita è sempre più forte della morte.

Si continua a nascere, per fortuna e la vita continua ad essere un dono immenso.

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