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 Senza liquidità in molti non ripartiranno

Per l'emergenza Coronavirus il 40% delle aziende ha dovuto sospendere completamente l'attività

na.ber.

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Un’indagine di Confindustria livello nazionele fotografa un Piemonte che si sta impegnando in tutti i modi per affrontare questa emergenza senza precedenti. Un Piemonte che pur di non chiudere ha messo in atto forme di lavorofinora inedite, come lo smart working, che porteranno positive opportunità nel futuro.

"Ma la resistenza delle aziende non può essere infinita - commenta il presidente dell'Unione Industriale di Torino, Dario Gallina - I risultati dell’indagine sono chiari: senza la liquidità in tanti non riusciranno a ripartire. Se le priorità sono la salute e la sicurezza di tutti, dobbiamo essere consapevoli che più si protrae la chiusura delle aziende, più aumenta il rischio della loro non riapertura e della conseguente perdita di migliaia posti di lavoro. Bisogna ora pensare ad una fase 2 che garantisca un accesso immediato al credito e ne snellisca le procedure permettendo a tutti di ripartire e lavorare in completa sicurezza”.

 dario gallina

L'indagine ha esaminato la situazione di 506 aziende piemontesi,: il 95% ha dichiarato di aver subito l’impatto negativo del Coronavirus.

In seguito all’emanazione dei DPCM risulta, infatti,  che in Piemonte quasi un’azienda su due ha dovuto interrompere completamente la propria attività (40%), mentre il 33,2% l’ha chiusa parzialmente determinando un danno che il 22% del campione regionale ritiene “gestibile” mentre per oltre il 67% è considerato “severo” o “significativo”. Solo il 2% ha considerato l’impatto da Covid “trascurabile”. In media, rispetto a marzo 2019, c'è stato un calo, su scala regionale, del 33,8% del fatturato e del 33,1% delle ore lavorate, leggermente sopra la media italiana.

Lo smart working è stato diffusamente impiegato ove il 28% dei dipendenti totali delle aziende intervistate svolge attualmente il proprio lavoro da casa. Il 44,4% del campione risulta inattivo, mentre quasi per l’84% dei dipendenti si ricorre ad ammortizzatori sociali (CIGO, FIS, etc.). Esigenza comune segnalata da tutti gli imprenditori è la necessità di liquidità attraverso finanziamenti a condizioni agevolate per riavviare le attività produttive.

 

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