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 Consegnati mercoledì dai carabinieri

Oltre il 50% degli studenti senza computer a casa o costretto a condividerlo

na.ber.

Si fa presto a dire didattica a distanza. Ma se gli allievi non possiedono a casa una connessione ad internet o un computer, o sono costretti a condividirlo con i genitori, magari in smat working, allora la situazione si complica.

E' quello che è accaduto agli allievi del Centro di Formazione Professionale (CNOSFAP) di San Benigno. I formatori dopo le prime lezioni, infatti, si sono resi conto che il 20% dei ragazzi per seguire le lezioni era costretto ad utilizzare i “giga” inclusi nel proprio abbonamento di telefonia mobile, con il rischio di non avere dati sufficienti per arrivare a fine mese. Mentre oltre il 50%, non possedeva un computer o comunque era costretto a condividerlo con altri famigliari.

Una situazione complicata che ha spinto il CNOSFAP a destinare alcune risorse proprie per l’acquisto di 10 personal computer portatili da assegnare in comodato d’uso ad altrettante famiglie dei propri allievi. Dopo un bando e una graduatoria, che ha tenuto conto di situazione economica, svantaggio personale, connessione a internet e condotta degli allievi, mercoledì 29 aprile i 10 pc sono stati consegnati in un territorio che va da Lessolo a Ciriè, da Settimo a San Giorgio.

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A consegnare i computer è stata l’Arma dei Carabinieri impegnando la Compagnia di Chivasso, quella di Venaria e di Ivrea. La consegna è stata coordinata dal Maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Volpiano Marco Scacco, già collaboratore di tante iniziative con il Centro di Formazione Professionale sanbenignese.

Questo, così come altri interventi che verranno messi in atto nel futuro prossimo - dichiara il direttore del Centro, Carlo Vallero - vista la convivenza non breve con il virus e quindi il persistere del “distanziamento”, vogliono accompagnare i nostri allievi in questa trasformazione, repentina, dei processi di apprendimento. L’obiettivo è quello di continuare, nel limite del possibile stante la distanza fisica, ad educare con lo stesso stile, sfida impegnativa ma possibile. Tutti noi ci auguriamo che, al più presto, questa modalità “a distanza” lasci spazio alla “normalità”, ovvero al contatto umano non mediato da nessun strumento.”

Il CNOSFAP non lascia soli i suoi studenti in questo complicato momento.

"Per evitare il rischio di abbandono scolastico - prosegue - li stiamo seguendo con telefonate alle famiglie, tutoraggio dei formatori e una linea telefonica dedicata alle necessità degli allievi. Inoltre si cerca anche di portare avanti le attività tipiche della pedagogia salesiana tramite il canale Youtube e la pagina Facebook della scuola, dove vengono inviati agli allievi momenti di “Buongiorno” (riflessioni e pensieri dei formatori) e momenti di gioco interattivo con dirette streaming. Insomma: cambiano le modalità ma non la passione educativa e l’identità di questa scuola di Don Bosco".

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