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palestre scuole

 

La protesta di Uisp che invita alla mobilitazione

Palestre per lo svolgimento delle lezioni e garantire il distanziamento sociale

na.ber.

Inaccettabile. Non ci sono altri termini per il Comitato piemontese UISP per definire la decisione di abolire lo sport popolare e sociale fino a febbraio 2020 svolto nelle palestre delle scuole italiane.

Palestre che da settembre  non saranno più dispobili: serviranno allo svolgimento delle lezioni e a garantire il distanziamento sociale.

«Ancora una volta tanti bambini saranno penalizzati nel loro naturale e indispensabile bisogno di movimento - protesta UISP - L’attività motoria, il gioco, lo sport sono fondamentali nella vita degli individui di ogni età: per la salute, l‘educazione, la formazione e tanto altro ancora. Lo sanno bene gli altri paesi Europei che li hanno inseriti nei programmi scolastici, e addirittura in molti casi anche negli orari di lavoro di diverse aziende. Alla fine degli anni '60 UISP, con altri EPS, propose di aprire le palestre di tutte le scuole dopo l‘orario scolastico. Dopo le prime esperienze fu emanata una legge che assegnava al territorio, quindi agli Enti Locali, il compito di concedere alle società sportive, le palestre, per lo svolgimento di attività finalizzate alla diffusione della pratica motoria e sportiva, come componente fondamentale delle politiche del territorio».

palestre scuole1

Fu una vera e propria rivoluzione: i bambini il pomeriggio tornavano a scuola per fare sport e con loro anche i nonni che frequentavano i primi corsi di ginnastica per anziani ed i genitori coinvolti nei corsi di ginnastica per adulti, fino ad arrivare alle ultime ore della sera con i tanti corsi, tornei, campionati amatoriali
di pallavolo, pallacanestro, arti marziali, ecc.

«Tutto ciò era ed è stato fino a febbraio 2020 lo sport popolare, per tutti e sociale, a tariffe accessibili, agibile per tutti, sotto casa - prosegue UISP -. Erano, e sono, nuove comunità di cittadini e cittadine, attive e partecipate, quelle che si ritrovavano nelle scuole del proprio quartiere, che neanche i doppi turni imposti dal boom di nascite di quegli anni e dal grande numero di allievi erano riusciti a fermare, perché, al posto che sopprimere facilmente le attività, si erano cercate soluzioni socialmente e moralmente efficaci».

                   

Tutto questo sta per essere cancellato con un colpo di spugna.

«Le società sportive questa volta dovranno scendere in piazza - conclude UISP -insieme ai loro associati, ai tanti praticanti, alle famiglie, agli amici ed a tutti i presenti e futuri cittadini per rappresentare la difesa di un diritto fondamentale. Una decisione di questo tipo non può essere assunta senza convocare il mondo sportivo che,  per quanto ci riguarda, si dichiara disponibile a lavorare ad un tavolo per individuare soluzioni alternative in ogni comune e quartiere».


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