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Offerta da "I due lustri" ai sanitari del Fatebenefratelli

Toccante l'intervento del dottor Piero Secreto che raccontato le fase più difficili del Covid

Cristina Battistella

Una cena speciale. E, non tanto per il menù o il tema, ma per  ringraziare tutti i medici e gli infermieri che con costanza e determinazione hanno svolto il loro lavoro durante l'emerenza Covid al Fatebenefratelli di San Maurizio.

I titolari del ristorante “I Due Lustri”, hanno voluto offrire questa cena per ringraziarli del loro operato, in collaborazione con la PGS e la APD di San Maurizio, gli animatori hanno cantato l’Inno d’Italia come segno di omaggio e solidarietà per il loro operato.

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Il primario, Piero Secreto, che gestisce il reparto Alzheimer, ha raccontato:

«è stato molto difficile gestire tutte le persone con quella determinata malattia, perché erano molto più fragili di un malato normale. E’ stato un periodo brutto, difficile, più che altro perché era un qualcosa che non si conosceva, quindi il timore di affrontare un qualcosa di nuovo. Lo scafandro addosso era una cosa terribile che ti rallentava i movimenti e di conseguenza tutta la giornata, ma la cosa ancora più assurda è che una volta cambiati dovevi aspettare fino alla fine del turno, perché se per qualsiasi bisogno primario ti toglievi lo scafandro era sempre un rischio aggiunto. Fortunatamente nel nostro reparto sono decedute solo 3 persone che però erano già nella fase terminale della malattia, e invece una sola persona per Covid».

E ha concluso il suo racconto:

«grazie alla tecnologia, siamo riusciti a dare conforto anche a tutti i parenti che costantemente ci interpellavano. Abbiamo iniziato a fare le videochiamate in modo tale da far vedere il paziente ai parenti. Verso maggio si potevano incontrare tra la camera e il giardino. Anche il personale si è ammalato, il problema è stato rimanere in quarantena con tampone positivo, ma asintomatici e con il timore di contagiare la famiglia.  Anche solo quando si finiva il turno e si doveva rientrare a casa c’era la paura di poter danneggiare la propria famiglia. Il Covid continua ad esserci, ed è pericoloso. Nella nostra generazione non abbiamo mai vissuto un’epidemia e io che l’ho vissuta anche in prima persona vi posso assicurare che non è assolutamente una cosa da sottovalutare».


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