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biglietto

 Scappano senza pagare un conto da 180 euro

La toccante testimonianza di una cliente presente nel locale, martedì sera

na.ber.

Vi ricordate qualche mese fa quando esponevamo striscioni con la scritta "Andrà tutto bene" corredata da arcobaleni? Vi ricordate quando cantavamo dai balconi sentondoci tutti fratelli e ci ripetevamo "quando l'emergenza sarà finita saremo tutti migliori"?

Beh possiamo solo dirvi una cosa migliori non siamo diventati, anzi. Lo dimostrano gli ultimi fatti di cronaca - scippi, furti, autisti dei bus malmenati perchè chiedono ai passeggeri di indossare la mascherina - e ancor più l'ultimo episodio accaduto l'altra sera al ristorante cinese Majidè di Ciriè.

Avrete letto la notizia di cronaca pubblicata da tutti i giornali dei sette ragazzi che hanno cenato per un totale di 180 euro e poi sono fuggiti senza pagare il conto. E questo sarebbe già stato grave, ma ancor più lo è quel biglietto lasciato in bella vista sul tavolo di insulti al titolare.

E, per favore, non venite a dirci che questa è stata solo una bravata come si fa in questi casi per giustificare i genitori  inadeguati che li hanno cresciuti senza valori e senza rispetto per il prossimo...

Ecco noi abbiamo deciso di non raccontarla direttamente questa storia, ma di dar voce ad una testimone, Loredana Bagnato che quella stessa sera nel locale stava cenando e che è ancora esterrefatta da quanto accaduto:

Immagina un ragazzo di 37 anni. Grande lavoratore, che ha famiglia e che ha il senso del dovere di chi sa che per emergere nella vita deve darsi un gran da fare. Immagina un ragazzo e una grande passione: fare il ristoratore. Ma non solo gestire, no. Anche cucinare. E cucinare piatti del suo Paese. In un altro Paese. 

Hu, detto Daniel, è cinese. Ha rilevato la ditta di una sua conterranea, e sta gestendo, rinnovandolo, il ristorante Majide, di via san Maurizio a Ciriè. Tra Covid, diffidenza, difficoltà dei primi passi, Daniel sta lavorando ininterrottamente per riuscire a far diventare il suo sogno realtà. Malgrado appunto le mille difficoltà. Anzi, negli ultimi tempi oltre a fare il cuoco, insieme ai suoi collaboratori, fa personalmente le consegne a domicilio, anche se è stanco, anche se è tardi, anche se è cinese e per un bel po’ di tempo lo guardavano tutti con diffidenza.

Ha scelto la formula "All you can eat", così da poter far apprezzare diversi piatti della sua cucina, ad un prezzo contenuto e favorire l’arrivo, magari, di famiglie! Martedì sera, nei tavoli allestiti all’esterno, c’erano una coppia di mezza età, una tavolata di giovani tra i 18 e 20 anni, ed io con due amiche. Si sentivano forti le risate dei ragazzi. Una serata d’estate, di questo fine agosto mentre siamo ancora con la testa alla primavera che ci ha tenuti in casa…Ad un tratto, i ragazzi ridono più forte, si alzano tutti insieme e passando tra i nostri tavoli si dileguano nel buio di via San Maurizio.

Si era capito all’istante che fossero scappati via senza pagare!

Non esitando abbiamo chiamato i carabinieri, consapevoli che i ragazzi, allontanatisi a piedi, non potevano che essere della zona e nella zona…Spiegato tutto alle forze dell’Ordine, ho guardato la tavola dove poco prima erano seduti i ragazzi. Li abbiamo visti tutti, di alcuni ricordiamo anche i loro abiti, per quanto erano vicini a noi. 

Sul tavolo, la sorpresa. Una di quelle che ti fa capire in che posto di merda viviamo, ma soprattutto con che gente di merda dobbiamo vivere e condividere la stessa aria, gli stessi orizzonti, lo stesso cielo.

Un biglietto, dove il giovane cameriere aveva appuntato il conto prima di rientrare a chiamare il titolare, era scritto: LA PUTTANA DI TUA MAMMA CINESI DI MERDA CHE CI AVETE PORTATO IL COVID”.

Nella fuga hanno lasciato qualcosa sul tavolo che qui non posso dire, che potrà servire al riconoscimento degli autori di questo gesto squallido, squalificante, criminale. Ho ancora bene in mente lo sguardo incredulo del cameriere che mi dice: non mi è mai successo e non avrei mai pensato che potesse succedere…

Eh sì, caro cinese. In Italia succede. Eccome.

L’indomani, il nostro Daniel si è recato dai carabinieri a sporgere denuncia e a consegnare quanto lasciato dai bifolchi su quel tavolo, oltre la somma non saldata di oltre 180 euro. Sono fermamente buddista. Auguro a quei ragazzi di decidere a presentarsi spontaneamente dai carabinieri e saldare il conto, prima di essere smascherati e di pagare (ben altre) conseguenze.

A Daniel e ai suoi collaboratori tutta la mia solidarietà. Anzi, invito le amiche e gli amici di Ciriè e dintorni di andare a mangiare al suo ristorante.

Anche per mostrare la parte migliore di questo Paese davvero sempre più spesso incivile e squallido.


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