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coronavirus

 Ipotizzava 1 milione di contagi e 60mila morti

Scoop del quotidiano La Repubblica che ha portato alla luce il documento "segreto" e opposizioni all'attacco

na.ber.

I nodi arrivano al pettine.

In tanti  vi siete chiesti, nei mesi passati,  perchè il Governo abbia scelto misure tanto drastiche, da arrivare addirittura ad un lockdown nazionale. E' vero mancavano posti in terapia intensiva, ospedali e sanità che negli anni avevano subito tagli importanti forse non erano preparati, ma così da non poter sopportare il contagio di un virus?

Ora arriva la risposta grazie allo scoop del quotidiano La Repubblica che ha portato alla luce uno studio 'segreto' sul coronavirus della fondazione Bruno Kessler, arrivato sul tavolo del Governo già il 12 febbraio prima che scoppiasse la pandemia. Studio che fa tremare i polsi perchè ipotizza due scenari: nella prima ipotesi i contagi in Italia potevano essere un milione, mentre nell’altra i positivi erano destinati a raddoppiare con i morti che oscillavano trai 35 e i 60mila.

Ed ecco la ragione che avrebbe indotto, sempre da quanto riportato da La Repubblica, il premier Giuseppe Conte, dopo una lunga riflessione, a non renderlo pubblico: il timore di «scatenare il panico».

Giorgia Meloni

Il documento tenuto nascosto sta scatenando le polemiche. Dal suo profilo Facebook, Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d'Italia tuona:

«Rivelazioni clamorose riguardo la gestione dell’epidemia da parte del Governo. Repubblica rivela il famoso “documento segreto” sulla previsione dell’epidemia da coronavirus di cui aveva parlato Urbani, un direttore del ministero della Salute, ma di cui il Governo non aveva fatto sapere più nulla. Ebbene uno studio dettagliato di un esperto (vero), Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler, è stato presentato al Comitato Tecnico scientifico e quindi al Governo, il 12 febbraio prevedendo esattamente quello che è poi accaduto nei fatti, e cioè la diffusione dell’epidemia, il numero insufficiente di terapie intensive e un numero di morti “tra i 35.000 e i 60.000”. Insomma, era tutto prevedibile (e previsto), ma nonostante questo il Governo non ha fatto assolutamente nulla per contenere l’epidemia (era il periodo di “abbraccia un cinese” e “no alla quarantena”), non ha fatto nulla per preparare il nostro sistema sanitario alla tempesta che stava per arrivare e non ha fatto nulla neppure per reperire mascherine e protezioni individuali (che spediva in Cina). Le responsabilità penali di queste inadempienze che hanno con ogni probabilità contribuito ad aggravare la crisi Coronavirus, competono alla magistratura, ma di certo le responsabilità politiche sono chiare e lampanti e non possono restare senza conseguenze».

E la Lega in una nota, riportata da La Repubblica,aggiunge:

«La maggioranza sapeva dei rischi drammatici, non ha informato le Regioni. Cosa più grave, a febbraio dall’Italia sono partite per la Cina 18 tonnellate di aiuti che nelle settimane successive sarebbero servite al nostro Paese in modo vitale. E’ un Governo di incapaci, di bugiardi e di traditori».


 


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