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pillola abortiva

L'ira del Pd e del Movimento 5 stelle

«Sulla RU486 la Regione sta giocando una partita che non ha nulla a che vedere con la tutela della salute delle donne»

Chiara Mingrone

La Regione Piemonte di nuovo in guerra contro il governo centrale. Se pochi giorni fa la ministra Azzolina ha impugnato l’ordinanza piemontese per la misurazione della temperatura negli istituiti e non a casa ora la partita si sposta su un terreno più spinoso: il diritto all’aborto.

Infatti l’assessore Maurizio Marrone, in opposizione alle nuove normative nazionali, ha proposto di interrompere la somministrazione della RU486 in consultorio e in day Hospital optando per una ridistribuzione dei fondi alle associazioni pro vita.

Tuonano le opposizioni e i rappresentanti dell’M5S e del PD che si scagliano contro il presidente e il suo assessore.

Da una parte Sarah Disabato, consigliera grillina, definisce la proposta ipocrita e chiede a Cirio di prendere le distanze sostenendo che: 

«Marrone in questo modo se ne frega di tutte le donne che, la maggior parte delle volte, con estrema sofferenza, decidono di ricorrere alla pratica dell’aborto. Se ne frega dei loro diritti, delle loro storie, dei loro percorsi di vita e della loro autodeterminazione. Oggi rilancia con una proposta medievale che limiterebbe, fortemente, il ricorso alla pillola abortiva […] Cirio prenda subito le distanze dalle parole gravi, quanto pericolose, di Marrone. Le donne devono sapere che in Piemonte non troveranno nulla di diverso, rispetto alle altre regioni italiane, e che la disinformazione di Marrone sarà presto contrastata in aula, nelle piazze ed in ogni sede».

Posizione simile è stata anche espressa da Paolo Furia segretario del PD Piemonte che definisce il progetto di legge “un ritorno al Medioevo”

«Sulla RU486 la Regione Piemonte sta giocando una partita che non ha nulla a che vedere con la tutela della salute delle donne. Sta invece perseguendo una propria battaglia ideologica volta a colpevolizzare le donne che si trovano in condizione di abortire. Come se l'aborto fosse una specie di capriccio, che un Assessore regionale avrebbe il compito di correggere.  Il mix costituito dalla nostalgia dello sport del ventennio fascista del Presidente Cirio presenta una destra che agisce nel nome di un proprio ideale astratto di famiglia ed è lontana dalle famiglie; una destra che vuole dire alle donne cosa devono fare. Occorre un sussulto di dignità dei Piemontesi: il Piemonte, patria illuminata del Risorgimento italiano, città operaia e resistente, non ha nulla a che vedere con questa guida medievale (con tutto il rispetto per il Medioevo)».

Se nel periodo di massima espansione della pandemia i divari tra maggioranza ed opposizione sembravano essersi acquietati  con la ripartenza di una simil-normalità i conflitti  sono tornati a farsi sentire non tanto nei palazzi quanto sulla pelle dei più deboli: donne e bambini.


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