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biometano

 «Il territorio non deve diventare una pattumiera»

Se venissero autorizzati i due nuovi impianti la provincia di Torino ne tratterebbe 200mila tonnellate

na.ber.

L'unione fa la forza, recitava un antico adagio popolare. Perchè se un Comune, magari piccolo può avere poca, per non dire nulla, troppo spesso voce in capitolo, allora occorre fare massa critica per farsi ascoltare.

E' proprio quello che stanno facendo i sindaci di Caluso, Chivasso, Mazzè, Montanaro, San Benigno Canavese e Volpiano, che venerdì scorso si sono incontrati per intraprendere un percorso condiviso con i due impianti di Forsu a biometano che dovrebbero (se Città metropolitana concederà l'autorizzazione) a San Benigno e Caluso

I Forsu, per chi ancora non lo sapesse, sono la frazione organica del rifiuto solido urbano.

 «È ovvio che la decisione spetta alla Città Metropolitana di Torino - commenta il sindaco di Volpiano, Emanuele De Zuanne - ma la nostra preoccupazione è che la riunione prevista non sarà in presenza ma online e dunque con una limitazione della possibilità di intervenire».

Ma, se i primi cittadini di questi Comuni non sanno ancora se e come potranno intervenire alla riunione online invece hanno ben chiaro quello che vogliono fare:

«La posizione dei nostri enti è quella di porre osservazioni e mozioni - chiarisce De Zuanne - anche attraverso passaggi in Consiglio comunale, per far comprendere come questo territorio sia già gravato da carichi ambientali rilevanti che generano più problemi che risorse».

Insomma, la linea è quella del "no" netto e chiaro. Un "no" di cui Città metropolitana dovrà in qualche modo tener conto anche perchè la delibera regionale dell’ottobre scorso nelle osservazioni al Piano Nazionale dei Rifiuti che tratta anche degli impianti di produzione di biometano mediante Forsu raccomanda la conversione degli impianti che già esistono. 

Una raccomandazione in netto contrasto con la proliferazione di progetti di nuovi impianti che in questo periodo vengono presentati in Città Metropolitana  e che rischiano di trasformare la provincia torinese, come stanno ribadendo i primi cittadini, in una vera e propria pattumiera.

 Nel 2018 la provincia di Torino ha prodotto circa 137mila tonnellate di Forsu: la sola Acea di Pinerolo  ne lavora 60mila l’anno ed è già in possesso di un’autorizzazione per arrivare fino a 90mila, mentre Edilias a Caluso ha in progetto un impianto per trattarne altri 55mila e se venisse anche approvato quello di San Benigno sarebbero altri 55mila per un totale di quasi 200mila tonnellate. 

Un'enormità, insomma, che fa più che pensare, temere che alla fine per lavorare a pieno regime tutti questi impianti dovrebbero andarsi a cercare i Forsu, fuori provincia trasformando il territorio un vero e proprio immondezzaio.


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