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medici di famiglia

 «Siamo stanchi, sfiduciati, oppressi e ingiustamente dileggiati»

 Ora anche alle prese con gli introvabili vaccini antinfluenzali e pazienti indispettiti

na.ber.

Hanno lavorato in silenzio, prendendosi responsabilità che non gli competevano. Hanno rischiato e ancora continuano a rischiare la loro incolmunità. Hanno interagito con i pazienti continuamente da questa primavera, senza mai lamentarsi.  Ma ora dicono "basta".

Perchè di farsi calpestare e insultare non ne possono davvero più. Sono i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta di Mappano, Caselle e Borgaro e la loro pazienza è ormai ridotta al lumicino. Perchè ad essere additati come i responsabili del fallimento della tanto decantata medicina territoriale - del cui potenziamento con tanto di fondi (mai visti) - non ci stanno.  

Se a questo si aggiunge la mancanza del vaccino antiinfluenzale nelle farmacie che li rende impotenti di fronte a pazienti che quel vaccino lo vorrebbero fare, allora il vaso è davvero colmo.

«Dall'inizio dell'epidemia covid 19 abbiamo avuto un enorme aumento del carico di lavoro burocratico che si manifesta a tutti i livelli: telefonate, rapporti con il Sisp, mail in arrivo dall'Asl TO4, comunicazione con i pazienti, rese difficoltose dalla necessaria contingentazione del loro accesso in ambulatorio per evitare assembramenti».

portale vaccini

In poche parole un lavoro di segreteria che va ad aggiungersi a quello ambulatoriale e di visita e cura  a casa dei pazienti con patologie diverse o in quarantena.

In questo perido poi i medici di famiglia dovrebbero procedere con la vaccinazione antinfluenzale, importante più che mai in questo strano 2020, che ha aumentato il numero delle richieste, peccato che dopo laprima tranche fornita ai medici, il vaccino sia diventato introvabile. 

«Le farmacie cui ci rivolgiamo - proseguono nel loro sfogo - non riescono ad ordinarli sulle loro piattaforme e i nostri pazienti sono giustamente indispettiti. Ci era stato detto che avremmo dovuto informali sull'importanza della vaccinazione. Lo abbiamo fatto, ma il vaccino non si trova e la colpa di chi è? Nostra, naturalmente come ha scritto sui social lun assessore della Regione Piemonte». 

E' stata proprio l'esternazione del titolare dell'assessorato alla Sanità regionale, Luigi Icardi a scatenare la polemica. Il tutto mentre nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle ne chiedeva a gran voce le dimissioni evidenziando il disatro della Sanità piemontese e le sue responsabilità.

«Non lavoriamo tre ore al giorno bensì ognuno di noi - spiegano ancora - inizia il mattino presto e finisce a tarda sera. Le ore di ambulatorio (ovviamente dilatate) sono molte anche per cercare di prenotare i tamponi per i test molecolari sulla piattaforma Covid che funziona in maniera pessima, spesso non carica i pazienti, non offre la possibilità di prenotare se non in momenti della giornata totalmente imprevedibili, non permette prenotazioni a lunga scadenza ed inoltre offre posti  in pit stop lontani come Domodossola e omegna con grande disappunto dei pazienti».

covid 19 medici

E aggiungono ancora:

«I nostri colleghi ospedalieri sono alle prese  con una granve e difficile situazione, noi siamo altrettanto sfiancati dalla consepevolezza che la medicina del territorio non è stata supportata in questi anni ed ora ovviamente vengono a galla le falle e le inadempienze di anni di politiche errate. Non accettiamo assolutamente gli attacchi dei mass media nei nostri confronti - infettivologi rampanti ed altri operatori sanitari che vorrebbero trovare nel nostro operato la causa delle code interminabili delle ambulanze davati ai Pronto Soccorso e i reparti di anestesia al collasso».

E concludono: 

«Noi non inviamo i pazienti in ospedale se non necessario anche se perchè così fosse si offenderebbe l'intelligenza del paziente stesso che ovviamente rifiuterebbe un accesso in ospedale improprio, qualora gli venisse da noi proposto. Noi inviamo in ospedale il paziente grave che necessita di accertamenti. Non accettiamo colpevolizzazioni ingiuste proprio in questo momento. Noi lavoriamo da tanti anni ed il nostro operato parla per noi. Siamo stanchi, sfiduciati, oppressi e ingiustamente dileggiat

 


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