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autonomia

 Manifestazione di protesta venerdì 18 in piazza Castello

Presidi e sit in contro il Ddl che propone la regionalizzazione. Scuola a puzzle? No grazie

Luigi Benedetto

Fare in modo che continui a esistere la scuola della Repubblica ed evitare, quindi, che ogni regione governi la proprie scuole con programmi, titoli di studio e personale “regionalizzato”, andando a creare profonde disparità tra le varie zone del Paese. In poche parole, per evitare l’autonomia differenziata. Per questo motivo venerdì 18 dicembre, in molte piazze d’Italia (l’appuntamento a Torino è per le 17 in piazza Castello, davanti alla Prefettura) si terranno presidi e sit-in di protesta. Il più imponente è previsto a Roma, davanti al Parlamento, in modo da intercettare deputati e senatori.

Perché proprio loro? Presto detto. Perché nel collegato alla Legge di Bilancio è stato inserito anche il disegno di legge per l’approvazione dell’autonomia. E quindi coloro che da sempre si sono opposti al provvedimento, dalla Rete dei numeri Pari  al Comitato nazionale No-Ad a Medicina Democratica (sì, perché nel ventilato progetto di autonomia non è prevista solo la scuola, ma anche la sanità, il lavoro e l’ambiente) hanno sottoscritto una lettera che cercheranno di diffondere tra i parlamentari per indurli a fare un passo indietro su questo tema, onde evitare il rischio di:

«Una balcanizzazione dell’Italia, una situazione ingiusta, disgregante ed eversiva dell’unità indivisibile della Repubblica e dell’uguaglianza dei diritti di tutti e tutte». 

autonomia differenziata

Anche perché è evidente, come si legge sulla lettera, il risultato di una gestione regionalistica della sanità:

«Sono passati sette mesi senza che le Regioni assumessero i provvedimenti più necessari in caso di ripresa dell’epidemia, come il potenziamento delle strutture sanitarie e del personale della rete dei laboratori, l’adeguamento in termini di spazi e personale della scuola e l’adeguamento del trasporto pubblico. In seguito alla seconda ondata pandemica sono sotto gli occhi di tutti le prese di posizione scomposte e il rimpallo di responsabilità tra Stato e Regioni, con un protagonismo spregiudicato dei cosiddetti governatori e la scarsa capacità dell’esecutivo di assumere le proprie responsabilità. E rischia di essere fuori controllo la crisi economica che spinge milioni di cittadini sotto la soglia di povertà, con problemi di sopravvivenza concreti, sempre più grandi».

autonomia differenzata

 

In questo contesto, nella nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, è comparso il Ddl per l’autonomia differenziata:

«A prescindere dalle opinioni che si possono avere sull’autonomia, non è accettabile prevederla come collegato alla Legge di Bilancio senza un dibattito, senza un confronto, con un atteggiamento non democratico e sottraendola alla partecipazione democratica, dal momento che lo strumento del referendum non è attuabile per le leggi finanziarie».   


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