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scuola generica

 Il Piemonte lavora per far tornare i ragazzi in classe

Ma sulla Regione incombe la spada di Damocle della Zona Arancione

na.ber.

Era il 31 dicembre, quattro giorni fa, quando il Viminale, con una nota ufficiale, annunciava che grazie ai tavoli di coordinamento con i prefetti, la scuola sarebbe ripartita il 7 gennaio in presenza (al 50% per le Superiori) ieri sono già cambiate le carte in tavola.

La decisione sta, infatti, allarmando molti presidenti di Regione, che chiedono un rinvio al 18 gennaio. Il nodo da sciogliere, possibilmente al più presto - considerato che il ritorno in classe, dopo la pausa natalizia è tra soli tre giorni - è legato al numero dei nuovi casi di coronavirus. L’Italia continua a viaggiare su percentuali elevate, allarmanti, che secondo diversi esperti lascerebbero presagire una terza ondata. Proprio alla luce di questi dati le Regioni chiedono un nuovo confronto con il governo per ottenere il rinvio della riapertura delle scuole.

«Alla luce dei numeri che ci sono, eventualmente ci si ritrova e si discute» commenta Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni.

Mentre il governatore del Veneto Luca Zaia insiste:

«Con questi numeri in crescita, faccio un appello al governo a riflettere bene sulla riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio. Devono restare chiuse in tutta Italia».

E, il Piemonte?

La Regione ha preparato un ambizioso piano -  "Scuola Sicura" - di screening di pesonale e studenti per far tornare dal 7 gennaio in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle Superiori. E' chiaro, tuttavia, che se la nostra regione dovesse essere collocata in Zona Arancione come si teme, la didattica a distanza tornebbe protagonista.

Domani, martedì 5 gennaio, la direttrice dell’ufficio scolastico provinciale, Tecla Riverso, ha convocato una conferenza dei servizi con i presidi per decidere come partire. L’orientamento, scrive La Repubblica, è al momento quello di un turno unico. «Pensare di organizzare l’orario su due turni in una manciata di giorni è utopia».

L'obiettivo della Regione è di non chiudere più fino alla fine dell'anno scolastico, ma il 7 gennaio scade il Dpcm del 18 dicembre e il 15 quello del 3 dicembre e da quanto già annunciato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, l'Italia tornerà ad essere colorata a zone e se il Piemonte dovesse essere collocato in Zona Arancione, come si teme, la Dad sarebbe inevitabile.


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