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foto lavoratori dello sport lenzuolo bianco 2

 Professionisti, ma "fantasmi" per l'Italia

 «Si lotta per il settore, ma anche per la salute della popolazione»

fe.cla.

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 18 gennaio, piazza Castello è stata “infestata” da circa 200 fantasmi.

Film horror? Per rappresentanti delle palestre, personal trainer, allenatori e titolari di piscine sì. Hanno deciso di manifestare nel cuore di Torino coperti da un lenzuolo bianco. «Siamo invisibili come fantasmi» è il messaggio che hanno lanciato. Coprire i corpi, significa nascondere il loro strumento di lavoro, ormai fermo da mesi. Poi, una delegazione è stata ricevuta in Regione.

Già prima della pandemia la situazione non era delle migliori, hanno fatto notare, ma oggi, chiusura dopo chiusura, si parla per il 2020 di contrazioni di fatturato comprese tra 41% e 83%, a fronte di spese notevoli. Questo significa solo una cosa: collasso del settore sportivo.  

La paura ha fermato anche chi abitualmente frequentava palestre e piscine, che oggi si avvalgono di servizi online, che però non rendono giustizi alla professionalità di chi ha fatto dello sport il proprio lavoro. Gli organizzatori della manifestazione hanno chiesto di intercedere nei confronti del presidente del Consiglio, del ministro dello Sport e del ministro della Salute, per un confronto nazionale.

sport fantasmi

È sceso in piazza anche il consigliere della Lega Matteo Gagliasso, che si è espresso così:

«Troppi settori sono stati abbandonati, dopo aver sostenuto spese notevoli per la messa in sicurezza secondo rigidi parametri. In Piemonte si sono fermati oltre 300 centri sportivi, numeri davvero sconfortanti: la scorsa settimana eravamo qui con gli operatori dello sci, anche loro da un anno fermi e spesso senza un vero ristoro economico».

Il consigliere ha anche fatto presente che lo stop forzato del settore sportivo ha e avrà ricadute pesanti non solo sul sistema sanitario, ma sull’intera società. Infatti, il Covid non è l’unico problema, ma ci sono anche altre patologie, che non vanno in pausa e potrebbero trovare una soluzione nell’attività fisica.

«Lo sport è necessario per tutti», ha detto, «ma ancora di più lo è per i giovani e per chi soffre di obesità, ansia, disturbi depressivi e patologie cardiache e circolatorie. Siamo ancora in piena emergenza ma dobbiamo da subito riprogettare il futuro della popolazione piemontese passando da una ripresa sicura e immediata delle attività sportive».

sport fantasmi1

La manifestazione ha assunto toni anche politici, che hanno guardato alla responsabilità di chi gestisce il settore sportivo. Ha fatto sentire la propria voce anche Alberto Preioni, presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte, che si è mostrato tranchant:

«La protesta del mondo dello sport piemontese è la riprova di come il governo non è stato capace di gestire le conseguenze economiche della pandemia. Prima ha chiesto a centinaia di imprenditori di sostenere costi sicuramente non trascurabili per mettere in sicurezza le proprie attività da un punto di vista sanitario, e poi ha comunque decretato la loro chiusura. Un atteggiamento schizofrenico che rischia di spazzare via un settore fondamentale per il benessere dei nostri cittadini, condannandolo all’incertezza più totale sulla possibilità di una definitiva ripartenza e senza considerare reali ristori per tutti i soggetti che di sport vivono».

È scesa in piazza, al fianco dei lavoratori dello sport, anche una delegazione delle Mascherine Tricolori, movimento nato durante il lockdown contro le misure del governo.

foto mascherine tricolore

Ha contestato le prese di posizione e i frequenti cambi di direzione ai piani alti, che hanno spinto i lavoratori a riorganizzarsi per tenere aperto, per poi essere costretti a chiudere. Anche se al centro c’è il mondo dello sport, un pensiero va anche ai ristoratori, che hanno subìto la stessa sorte.

«La protesta di oggi è sacrosanta come lo è stata quella di qualche giorno fa dei ristoratori, due categorie, quelle delle palestre e dei ristoranti, tra le più colpite dalle assurde disposizioni del governo. Dopo aver speso migliaia di euro per adeguarsi alle norme anticovid, i gestori si sono visti chiudere le proprie attività senza nessun tipo di preavviso, per non parlare dei miseri aiuti giunti dal governo che sono del tutto insufficienti a coprire le spese e a dar da mangiare a chi ci lavora!»

«Le palestre e i centri sportivi vanno riaperti immediatamente», hanno urlato a gran voce, «anche perché si è dimostrato che stando tutti chiusi in casa i contagi salgono ugualmente. Questo dimostra che è più sicuro andare ad allenarsi in palestra o a mangiare in un ristorante che stare a casa organizzare le stesse cose per conto proprio».

A prescindere dai toni della protesta, la volontà comune è tutelare i lavoratori dello sport, ma anche la salute degli italiani. Si vedrà quali saranno le conseguenze della manifestazione di ieri.


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