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smog torino

 Per i vertici della Città Metropolitana e della Regione

Sforato ripetutamente il limite dei valori del Pm10 imposti dalla direttiva europea

Fabio Farag

Novecento morti all’anno e speranza di vita dei cittadini ridotta di 22,4 mesi. Queste, in sintesi, il risultato delle consulenze e delle indagini svolte dal comitato “Torino Respira”, che, nel 2017, ha presentato un esposto alla Procura, sostenendo, che la città versasse in una “situazione d’illegalità da almeno 10 anni” in quanto è stato ripetutamente sforato il limite dei valori di Pm10 imposti da una direttiva dell’Unione Europea del 2008. In seguito all’esposto presentato dal comitato, nel 2017 la Procura ha avviato un'inchiesta per l’eco-reato di inquinamento ambientale.

A poco o niente, secondo l’indagine del comitato, sono servite le misure prese dalla Regione e dalla Città Metropolitana, per contrastare l'inquinamento da smog che ha portato Torino a essere la città più inquinata d’Italia. Blocco del traffico ai veicoli inquinanti e ZTL infatti, secondo il comitato, sono stati eseguiti con troppe deroghe e controlli per niente zelanti, considerando il numero risibile di multe, 39 multe nel 2015 e 137 nel 2016, per coloro che non rispettavano i limiti alla circolazione.

Sono così fioccati questa mattina gli avvisi di garanzia, diretti a tutti i sindaci della città, ai governatori della regione e agli assessori all’ambiente che si sono susseguiti negli ultimi cinque anni. Tra i destinatari degli avvisi di garanzia, ci sono Piero Fassino e Chiara Appendino, Sergio Chiamparino e Alberto Cirio e gli assessori Stefania Giannuzzi, Alberto Unia, Enzo Lavolta, Alberto Valmaggia e Matteo Marnati.

Queste, le reazioni del governatore Cirio e della sindaca Appendino:

«Questa mattina abbiamo ricevuto un invito a comparire - dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati - nell’ambito di una inchiesta per fatti che partono dal 2015. Trattandosi di una contestazione fondata esclusivamente su elementi di carattere tecnico e scientifico, abbiamo dato mandato alla Direzione regionale Ambiente e all’Arpa di predisporre tutta la documentazione che comprova come la Regione abbia sempre operato nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea, non solo per dovere di legge ma anche perché la qualità dell’aria e il rispetto dell’ambiente rappresentano una priorità assoluta».

«Porteremo tutto il lavoro svolto e le iniziative intraprese a difesa della qualità dell'aria sul tavolo del magistrato che sta svolgendo le indagini - dichiara la sindaca Appendino - il lavoro di questa amministrazione a difesa della qualità dell'aria, dell'ambiente e della sostenibilità è sotto gli occhi di tutti. Gli sforzi e le iniziative messe in campo in questi anni ci sono stati riconosciuti anche a livello europeo».


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