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 Il decreto segue la linea del rigore

 Il Piemonte da lunedì 1 marzo torna in zona arancione

na.ber.

Se pensavamo che il peggio, causato dall'emergenza sanitaria - fosse passato ci toccherà ancora una volta ricrederci. La bozza del Dpcm del 6 marzo (in vigore fino al 27), inviata alle Regioni è ancora una volta, l'ennesima, sulla linea del rigore. Nessuna discontinuità rispetto al passato. Nessun allentamento almeno fino a Pasqua.

Vediamolo nel dettaglio.

 Coprifuoco

Confermato dalle 22 alle 5. Per uscire la sera, quindi, è necessaria l’autocertificazione e validi motivi di salute, lavoro o necessità.

 Mascherine e distanziamento

Rimane anche l’obbligo delle mascherine e il divieto di assembramento, considerate dal Governo le armi principali contro la diffusione del virus, in attesa che la campagna di vaccinazione decolli.

Bar e ristoranti

Le regole rimangono sono invariate: fino alle 18 nelle zone gialle è consentito il servizio al tavolo; dalle 18 alle 22 consentito il servizio di asporto per i soli locali con cucina. In zona Arancione e in zona Rossa i locali restano chiusi e possono lavorare solo d’asporto o per le consegne a domicilio.

Centri commerciali

Confermata la chiusura nei giorni festivi e prefestivi.

Barbieri e parrucchieri

Chiusura delle attività in zona rossa. E' una delle nuove restrizioni introdotte dal governo Draghi nel nuovo Dpcm.

Cinema, teatri e musei

Aperti in fascia gialla i musei con ingressi contingentati da lunedì a venerdì. Dal 27 marzo possibile la riapertura anche nei weekend. Dal 27 marzo potrebbero anche riaprire i teatri e i cinema in zona Gialla.

Sport

Restano chiuse piscine e palestre, ma consentita, con le consuete regole, l’attività motoria e sportiva all’aperto.

Feste e sale da gioco

Feste vietate e sospesa l’attività di sale giochi, scommesse, bingo e casinò.

Impianti sciistici

Resteranno chiusi almeno fino al 6 aprile. A questo punto sarà completamente saltata la stagione

Scuole

Dopo le nuove chiusure disposte dal presidente della Regione Calabria e da quello delle Marche e le dichiarazioni dell'infettivologo Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, che invita a valutare la chiusura degli istituti dove si registrano focolai o  la presenza di varianti, il Governo sta valutando la possibilità di tornare a chiudere completamente tutte le scuole come durante il primo lockdown di un anno fa.

«C’è un abbassamento dell’età media tra i contagi - spiega Rezza -  potrebbe essere un fatto legato alla diffusione delle varianti nelle scuole. Il tasso di incidenza sta crescendo in età scolastica. Abbiamo una diminuzione dell’età media dei casi: ciò può essere un primo effetto delle vaccinazioni sugli anziani e soggetti nelle Rsa. Però cominciamo a vedere anche focolai nelle scuole e ciò potrebbe essere conseguenza delle varianti che infettano di più i bambini ma senza forme gravi».

E, da lunedì 1 marzo, il Piemonte, in virtù dell'innalzamento dell'Rt tona in zona arancione con tutte le restrizioni e i divieti che ormai tutti ben conosciamo.

Credits: ansa.it

 


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