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L'ex frazione batte cassa, ma i comuni cedenti non ci stanno

 Caselle non intende più pagare utenze e mutui

 I Comuni cedenti dal Prefetto per respingere le richieste onerose dell'ex frazione, Comune ormai da più di 4 anni

na.ber.

Quando è troppo è davvero troppo. E questa volta l'Amministrazione di Mappano con le sue richieste e pretese sembra proprio aver passato il segno, tant'è che Borgaro, Caselle, Leini e Settimo hanno chiesto l'intervento del Prefetto che nella vicenda da ora in poi sarà l'interlocutore e non Città metropolitana, cui si era appellato Mappano, che nella questione istituzione del Comune ha esaurito il suo ruolo.

Si riaccende così la 'guerra' tra l'ormai non più neo Comune e i cedenti dopo le onerose richieste economiche avanzate dal primo. Soldi che Borgaro, Caselle e Leinì dovrebbero dare a Mappano: svariate migliaia di euro, per non dire milioni.

Luca Baracco Luca Baracco

«Prima di prentendere dei soldi da noi - afferma con decisione il sindaco di Caselle Luca Baracco - ci ristorino dei 4 anni di utenze e mutui pagati per loro conto per un totale di 750mila euro... Vorrei solo ricordare che dal 2018 Mappano incamera le sue tasse e non vedo la ragione per cui noi, i casellesi, dobbiamo continuare a pagare per loro. No, Noi non ci stiamo più. Non siamo più disponibili ad anticipare centinaia di migliaia di euro l'anno e andremo a tutelarci. Andava bene all'inizio per non interrompere i servizi, ma ora la situazione è paradossale».

E se questo non bastasse da Mappano a Caselle è pure arrivata una richiesta di risarcimento da 3,5 milioni di euro: «Tra l'altro un conteggio effettuato su basi errate - prosegue Baracco - dell'avanzo di amministrazione 2017 complessivo e non sulla parte libera per cui noi dovremmo loro al massimo 300mila euro che siamo anche disponibili a discutere, ma prima ci ristorino di quanto abbiamo anticipato in questi 4 anni. Avrebbero dovuto approvare il bilancio del Cim entro il 31 dicembre 2020 per arrivare alla chiusura definitiva, ma ad oggi stiamo ancora aspettando».

claudio gambino Claudio Gambino

Dello stesso tenore le dichiarazioni del sindaco di Borgaro, Claudio Gambino, da cui Mappano pretende 859mila euro relativi all'avanzo di Amministrazione 2017: 

«Il riconoscimento di parte del risultato di amministrazione dell’esercizio 2017 in favore del Comune di Mappano, come richiestoci da Mappano, non fa che irritualmente rimescolare in un’unica base di calcolo entrate e spese di parte corrente e per investimenti, accantonamenti per crediti di dubbia esigibilità e accantonamenti di altra natura, vincolate in applicazione di norme di legge e quote di avanzo libero. Qualora la percentuale del 14,175% non venisse calcolata sul risultato di amministrazione, come del tutto arbitrariamente asserito dal Comune di Mappano, bensì sul mero avanzo libero 2017, somma residuante a seguito dell’applicazione di vincoli e accantonamenti, il valore del trasferimento a carico del Comune di Borgaro si contrarrebbe dai supposti 859.676,06 euro agli altrettanti improponibili 269mila circa, a dimostrazione della fallacia del metodo, che può sfondare la barriera del senso comune ma non la rigorosa analisi di dettaglio».

E anche in questo caso l'elenco delle spese sostenute dal Comune di Borgaro in vece dell'Amministrazione Grassi è lungo, dettagliato e soprattutto dimostrabile conti alla mano e upera di gran lunga la quota spettante dell'avanzo libero destinato a Mappano.

Elena Piastra Elena Piastra

E per quanto riguarda Settimo, finalmente grazie ad un accordo di appena 15 giorni fa, la città è riuscita a riavere il proprio scolmatore, finito nei confini di Mappano

«Per noi è una questione di sicurezza - commenta la sindaca Elena Piastra - Quello scolmatore è fondamentale alla città per non finire sott'acqua in caso di maltempo. Mappano in 4 anni non solo non aveva mai effettuato neppure la manutenzione ordinaria, ma neppure pagato le rate del mutuo. Almeno ora possiamo pensarci noi»

Il sindaco di Leini, Renato Pittalis aggiunge:

«Credo che la soluzione delle questioni legate alla definizione dei rapporti tra il Comune di Mappano e i comuni cedenti vada affrontata tenendo presente che il primo obiettivo è la tutela dei cittadini, sia di quelli che risiedono a Mappano, sia di quelli residenti negli altri comuni. Per parte mia ho dato la massima disponibilità, nel corso della riunione convocata dalla Prefettura, per la partecipazione a tutti i tavoli e a tutte le iniziative di confronto che si svolgano tenendo conto questa primaria esigenza, senza preclusioni o questioni di principio. Auspico che non divengano predominanti argomenti puramente campanilistici, nel qual caso potrebbe non essere possibile raggiungere in tempi brevi un accordo che tuteli, oltre che le legittime questioni amministrative e politiche, anche le esigenze e i diritti dei nostri concittadini. Condivido le posizioni dei miei colleghi di Settimo, Caselle e Borgaro e auspico che, nelle pieghe di una Legge Regionale particolarmente poco dettagliata, dovuta a un'attenzione pre-elettorale, non ci si ritrovi in una fase di stallo, anche questa di origine pre-elettorale»

Insomma, tutti i nodi stanno arrivando al pettine: se come scrive Mappano ai cedenti che «il mancato trasferimento del risultato di esercizio 2017 comprime la capacità di spesa del Comune, ebbene va ricordato a quel Comune che l'avanzo di amministrazione non può essere utilizzato per la spesa corrente, ma solo per gli investimenti. Questo significa una cosa sola che se il Comune di Mappano non ha i soldi per pagarsi mutui, utenze e personale non è economicamente compatibile. Ma a questa ipotesi non ci crede nessuno».

Ora la proposta avanzata è la chiusura definitiva del Cim entro settembre e la soluzione di tutti i contenziosi in essere. Toccherà al Prefetto Claudio Palomba giocare questo complicata partita di mediazione.

 

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