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Al via una raccolta firme indirizzata al Ministro

La petizione sarà inoltrata anche ad altre scuole del territorio

Immaginiamo un qualunque atleta, che punta ad una vittoria in una competizione importante, come un’Olimpiade, per esempio. Una competizione in grado di cambiare la sua vita, sportiva e non. Immaginiamo che l’atleta in questione si prepari per anni, si alleni ogni giorno per essere pronto a quell’appuntamento. E che negli ultimi mesi prima della gara, inizi ad affrontare una preparazione specifica, tutta improntata ad ottenere il massimo in quella gara così, per lui, importante. Immaginiamo, infine, che a pochi mesi da quella gara, cambino le regole della sua disciplina. Che tutta la preparazione che ha affrontato sia, di fatto, inutile. E che debba ricominciare tutto da capo. Ecco, questo, fatte le debite proporzioni, è quello che stanno affrontano gli studenti che frequentano il quinto anno di una qualsivoglia scuola superiore. Studenti che tra qualche mese si troveranno ad affrontare l’esame di maturità, così importante per la loro vita, scolastica e non, con regole profondamente diverse rispetto a quelle che hanno seguito per la loro preparazione.
Una situazione che i ragazzi del liceo classico e musicale “Cavour” di Torino, con i loro genitori e i loro insegnanti, hanno vissuto con «sconcerto, disappunto e amarezza» e che li ha spinti ad esprimere le loro considerazioni, attraverso una raccolta di firme, al Ministro della Pubblica Istruzione, Marco Bussetti. «Non è nostra intenzione entrare nel merito della nuova formulazione - si legge nella petizione, che sarà inviata anche ad altre scuole del territorio - Per esempio condividiamo la riformulazione del credito, o la necessità di rivedere la seconda prova (ma non nella proposta attuale) mentre ci preoccupa l’abolizione del tema di storia nella prima prova. Riteniamo, tuttavia, che le procedure e i metodi adottati siano mortificanti e offensivi nei confronti della professionalità dei docenti e della serietà e dell’impegno con cui i nostri studenti si stanno preparando ad affrontare un momento così importante del loro percorso formativo. Riteniamo profondamente scorretto cambiare le regole ad anno scolastico inoltrato e stravolgere da un momento all’altro la programmazione e lo svolgimento dell’attività didattica in corso». La richiesta, quindi, è quella di fare in modo che i ragazzi non escano penalizzati da questa situazione: «...quindi che l’esame, per l’anno scolastico in corso, escluda almeno quelle modalità che presuppongono programmazioni, scelte didattiche, metodologie ed esercitazioni che non possono essere affrontate adeguatamente in un arco di tempo così ristretto ma che necessitano un lavoro avviato all’inizio del secondo biennio. Non da ultimo, i testi attualmente in adozione non prevedono assolutamente le nuove tipologie di prova», si legge ancora. Con la raccolta firme si propone anche un nuovo modo per affrontare i provvedimenti relativi alla scuola che, negli ultimi anni, sotto governi di colore diverso, sono stati adottati: «E cioè che siano profondamente ripensati con un’ampia consultazione non solo dei cosiddetti esperti ma soprattutto di coloro che, a vario titolo, operano in prima persona tutti i giorni nella scuola e che la conoscono direttamente, evitando così l’improvvisazione e il dilettantismo con cui si è finora agito».


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