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setta schiave sessuali

 

 Era in attività da oltre 30 anni

Tra i crimini commessi pratiche sessuali e torture ai danni di minorenni

Ilaria Cavallo

Nella notte del 19 luglio è stata smantellata da un blitz della polizia una setta che da oltre trent’anni operava con sede stabile a Novara. A capo “Lui” o “il Dottore”, un uomo di 77 anni tutt’ora a piede libero.

Ci sono voluti oltre due anni di indagini per poter entrare in azione e smascherare la psico-setta che ha ingabbiato decide di nuovi adepti, prevalentemente donne e ragazze minorenni, compiendo torture sessuali e soprusi psicologici volti alla riduzione in schiavitù.

Le autorità sono venute a conoscenza dell'organizzazione criminale quando una ragazzina preadolescente ha deciso di rompere il silenzio e denunciare le violenze subite rilasciando dichiarazioni shock.

«Lui decide tutto, lui decide chi puoi frequentare, dove puoi lavorare. Lui sceglie quali ragazze devono farlo divertire. Lui sceglie se puoi o non puoi frequentare i nostri "luoghi fatati". Lui è Lui. Noi lo chiamiamo "Lui" o "il Dottore", perché non possiamo nominare il suo nome, non ci è concesso». 

Ad attirare le “prescelte” erano alcune adepte della setta, tra le quali psicologhe qualificate operanti in centri psicologici, scuole di danza, una di "Spada Celtica", erboristerie, artigianato e una casa editrice.

novara setta

Le suddette, sfruttando uno stato di fragilità psicologica delle giovani, avevano il compito di avviarle verso l’indottrinamento, un vero e proprio lavaggio del cervello fatto da attenzioni e premure fino a quanto non erano introdotte appieno nella filosofia della setta ed accettavano le “pratiche magiche”, ovvero pratiche sessuali anche estreme e dolorose –come ha rivelato la giovanissima denunciante- necessarie al completo annullamento dell’io pensante.

Veniva loro promesso che questo sarebbe servito per “accendere il fuoco interiore” ed entrare in un “mondo magico, fantastico e segretissimo” quando il vero fine era la completa riduzione in schiavitù a Lui, il leader venerato come fosse un dio.

Una volta inerite all’interno della setta le adepte, o “bestie” com’erano solite chiamarsi tra loro, perdevano ogni diritto decisionale riguardo a qualsiasi aspetto della propria vita privata. Era Lui a decidere chi potessero frequentare, il corso di studio e l’avvio alla carriera professionale.

Anche i famigliari delle vittime erano trascinati all’interno e costretti all’asservimento del leader, e così le adepte erano totalmente isolate dal mondo esterno. La setta diventava per loro l'unico sostegno economico e morale, e ogni atto di ribellione sarebbe sfociato in un isolamento da parte degli altri adepti.

Principale sede in cui sono avvenuti i soprusi più rilevanti è stata la dimora di Lui situata nel novarese dalla quale era in grado di gestire capillarmente ogni passo delle adepte grazie al sostegno delle sue collaboratrici più vicine.

novara base setta

Non è ancora chiaro quanti, e con che ruoli, siano coinvolti nei trent'anni di attività

L’operazione Dioniso si è conclusa con numerose perquisizioni (26 personali e 21 locali) e sequestri tra le province di Novara, Milano e Pavia da parte dalla Squadra Mobile di Novara e dal Servizio Centrale Operativo con la partecipazione del personale delle Squadre Mobili di Torino, Milano, Genova, Pavia, Alessandria, Asti, Biella, Vercelli, Verbania e Aosta e da equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Milano e Torino.


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