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incendio torino

Bloccata tutta la zona circostante

Stop al traffico e alla circolazione dei treni

Non risultano persone gravemente ferite, ma si alza il numero di quelle evacuate: oltre 100

Federica Carla Crovella

Nella tarda mattinata di oggi una nube di fumo ha invaso il centro di Torino, tra Corso Vittorio e Piazza Carlo Felice. È scoppiato un incendio agli ultimi piani dello stabile proprio davanti alla stazione di Porta Nuova: l’intero palazzo è stato evacuato, così come i negozi di piazza Carlo Felice e via Lagrange. Fino a pochi anni fa ospitava un hotel, il Jolly Ligure. 

Sono intervenuti 30 vigili del fuoco: in totale tre squadre di vigili con tre autoscale stanno ancora lavorando per domare le fiamme. Dopo qualche ora la situazione sembrava stesse migliorando, ma l'incendio ha ripreso vigore perché un solaio, cedendo, ha propagato verso il basso le fiamme; il fuoco si sta diffondendo e ha raggiunto anche le mansarde dell’edificio accanto: si sono sentite alcune esplosioni, probabilmente bombole di gas. Cresce il numero delle persone evacuate in tutta la zona, un centinaio.

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La circolazione dei treni è stata sospesa e i vigili hanno bloccato il traffico. Col passare delle ore le auto parcheggiate in piazza sono state spostate e la zona è stata isolata, in una parte è stata sospesa l'erogazione della corrente elettrica.

Anche a un paio di chilometri da Porta Nuova si sentono le sirene dei vigili del fuoco. Il comandante provinciale sostiene che lo spegnimento delle fiamme non sarà immediato: si sta cercando di creare una barriera con gli idranti, ma la situazione non è semplice.

Sembra che non ci siano persone gravemente ferite. Quattro sono state soccorse dalle ambulanze, ma non è stato necessario il trasporto in ospedale. Sembra si tratti di due agenti di polizia e un operaio, che hanno riportato lievi ustioni ed escoriazioni. Il personale medico è accorso in aiuto anche di una condomina, che, forse per lo spavento, ha avuto un malore.

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L’ Amministratore dello stabile, Piero Tibiletti, dopo un confronto con i vigili del fuoco ha riferito che, probabilmente, nell’attico all’ultimo piano stava lavorando un fabbro con la fiamma ossidrica per saldare una cassaforte. Si ipotizza che inavvertitamente le scintille abbiano incendiato la coibentazione inserita nel muro e il fuoco sia divampato rapidamente, tanto che il fabbro non avrebbe nemmeno avuto il tempo di intervenire con un estintore. Da lì, l’incendio ha raggiunto anche il resto del tetto.  Era una casa non abitata ma ancora in ristrutturazione. Per ora, però, sono semplici ipotesi: si potranno effettuare le dovute verifiche solo quando l’incendio sarà del tutto estinto.  

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