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leini spray urticante

 L'episodio accaduto alla media "Casalegno"

 E' successo alla scuola media di Leini

Otto intossicati lievemente grazie alla mascherina ancora obbligatoria nei plessi scolastici

na.ber.

Cosa non si farebbe per saltare due ore di lezione? Una volta la strategia era quella della telefonata anonima che annunciava la presenza di una bomba a scuola, oggi la nuova frontiera è lo spray urticante, quello al peperoncino, antiaggressione.

E'  proprio quello utilizzato da quattro studenti della terza media della scuola "Casalegno" di Leini. Lo spray, in un contenitore a forma di rossetto, senza etichetta, era stato acquistato dal genitore di una ragazza come protezione, dal momento che all'uscita da scuola deve tornare a casa da sola. La studentessa di appena 13 anni ha pensato bene di farlo vedere a tre compagni e da lì è nata l'idea.

Il piano avrebbe già dovuto scattare lunedì e sarebbe servito a far evacuare la clsse ed evitare la prima verifica dell'anno, ma uno dei quattro era assente e così hanno rimandato tutto a questa mattina, mercoledì 29 settembre, quando hanno deciso di spruzzare lo spray per evitare due ore di lezione di inglese.

Fortunatamente nelle scuole italiane, causa pandemia, è ancora obbligatorio portare la mascherina e questo ha limitato i danni: comunque sette compagni e l'insegnante sono rimasti lievemente intossicati. 

Immediato l'intervento di due ambulanze della Croce Rossa, di cui una con medico a bordo, dei carabinieri e dei vigili urbani. Quello che in un primo momento era sembrato un incidente si è trasformato ben presto in atto volontario. I ragazzi sentiti dai carabinieri della locale stazione hanno confessato il loro piano e per questo saranno segnalati al Tribunale dei minori, mentre il padre che ha fornito alla figlia lo spray sarà indagato in concorso in lesioni personali.

Non sono esclusi anche provvedimenti disciplinari da parte della scuola stessa. Insomma, una bravata che rischia di costare molto cara.

 

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