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incidente gru 

 Martedì 21 dicembre davanti alla Prefettura

«Le scadenze legate al bonus facciate e le incertezze sul superbonus 110% stanno imprimendo un’accelerata anomala e incontrollata ai cantieri edili»

na.ber.

Solo una settimana eravamo a Mappano a presentare il libro "Non voglio morire" di Stefano Peiretti per ricordare i sette operai morti 14 anni fa nel rogo della ThyssenKrupp con le testimonianze dei famigliari e qualche giorno prima si era celebrato l'anniversario della loro morte al Cimitero Monumentale di Torino .

Durante i due incontri si è fatta memoria , ma si è anche ricordato come sempre più i luoghi di lavoro siano diventati luoghi insicuri e come le leggi in materia di sicurezza nei posti di lavoro siano spesso disattese.

E' passata giusto una settimana e un'altra tragedia ha colpito la Città di Torino, questa mattina quando due gru, in via Genova, sono collassate  uccidendo tre operai e ferendo gravemente altri tre.

Dopo questa ennesima strage, Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di scendere in piazza con un un presidio di fronte alla Prefettura di Torino, in piazza Castello, martedì 21 dicembre, alle 15

«Bisogna fermare la strage dei morti sul lavoro - Enrica Valfrè, Domenico Lo Bianco e Gianni Cortese, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Torino - Devono essere applicate subito le norme di legge esistenti e avviato il tavolo specifico con la Prefettura. Cgil, Cisl e Uil invitano lavoratori, lavoratrici, istituzioni, associazioni, cittadine e cittadini a partecipare».

Sull'incidente di questa mattina è intervenuto anche il direttore Sicurezza e Lavoro, Massimiliano Quirico (www.sicurezzaelavoro.org):

«Sarà compito dello Spresal e della Magistratura indagare le cause del disastro, ma sembra che il crollo della gru sia dovuto a un errato montaggio della struttura, forse per la fretta di aprire il cantiere. Le scadenze legate al bonus facciate e le incertezze sul superbonus 110% stanno imprimendo un’accelerata anomala e incontrollata ai cantieri edili, con difficoltà a reperire ponteggi, materiali e personale qualificato e costi spropositati che spingono le aziende ad allestire troppo velocemente i cantieri e a smantellarli il prima possibile, per risparmiare. Aumentano così i rischi per lavoratori e lavoratrici e anche, come in questo caso, per chi vive vicino a un cantiere. Oltre ai controlli fiscali, servono più ispezioni nei cantieri, specialmente in quelli negli affollati centri urbani, prestando particolare attenzione al lavoro nero, alla formazione e alla correttezza dei contratti applicati: tragedie come quella di via Genova potevano e dovevano essere evitate».

 

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