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 Giornata Mondiale ai tempi del Covid

Essere gentili e cortesi con gli altri allunga anche la vita: cosa aspettiamo allora?

Federica Carla Crovella

«Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre».

È una frase spesso attribuita a Platone, ma anche a Filone di Alessandria, Carlo Mazzacurati e al reverendo scozzese John Wilson. Anche se l’autore è incerto, la frase oggi vale doppio, perché come ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza. Forse, più che mai quest’anno, è un monito da tenere a mente, perché è più difficile da rispettare.

Nonostante il periodo complesso che stiamo vivendo, sono nati i «Dialoghi di gentilezza con il movimento Italia Gentile», che attraversano l’Italia fino a domenica. Tanti appuntamenti in diretta streaming su www.italiagentile.com. non c’è solo un obiettivo. Certo, il primo è anche il principale: creare una “rete gentile”, che aiuti a capire come portare la gentilezza nella nostra vita. Questa serie di appuntamenti vuole anche essere uno strumento per aiutare le persone ad affrontare questo momento restando uniti, alleati tra noi e attenti al prossimo.

Ora facciamo qualche passo indietro. Quando è nata questa ricorrenza? Era il 1988 quando in Giappone nasceva il Japan Small Kindness Movement. Questo piccolo movimento locale è cresciuto e nel 1996 è diventato il World Kindness Movement, che si è propagato in tutto il mondo. L’idea alla base del Movimento era diffondere e promuovere la gentilezza nella società. Ecco perché è stata istituita questa giornata, spiega il Movimento: “Per evidenziare le buone azioni nella comunità concentrandosi sul potere positivo e il filo conduttore della gentilezza che ci lega”.

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Spesso è difficile essere gentili con gli altri, presi da noi stessi, chiusi nel nostro piccolo universo. In tanti momenti la gentilezza rischia di venir meno, soprattutto quando si è molto sotto pressione come in questo periodo, per di più a causa di qualcosa che è molto più grande di noi. A chi non capita di rispondere in modo sgarbato, di dire cose che non pensa, di agire senza guardare chi ha attorno, ma pensando solo ed esclusivamente a sé?

In questi mesi complessi potremmo essere tutti portati a sbagliare, più del solito. È ancora più difficile essere gentili. Non solo per lo stress a cui siamo sottoposti, ma anche per la difficoltà fisica di stare gli uni accanto agli altri e interagire in modo positivo, affettuoso e costruttivo. Il Covid è entrato prepotentemente nelle nostre vite e si è aggiunto ad altri pesi che già c’erano. Ciascuno di noi aveva già qualcosa contro cui combattere e forse oggi ha anche più di una battaglia da vincere. Allora perché lottare anche tra di noi? Perché perdere le buone maniere e l’attenzione verso il prossimo?

Ma è solo una questione di educazione e quieto vivere? No, anche di benessere fisico e psicologico.

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Tanti hanno studiato l’effetto della gentilezza sul fisico e sulla psiche. Ecco alcune conclusioni. Dal punto di vista biochimico la gentilezza provoca un naturale aumento dei livelli di dopamina nel cervello. Questo produce un effetto chiamato Helper’s High, cioè il senso di euforia ed energia positiva che nascono aiutando altre persone. Essere gentili con gli altri produce anche ossitocina, che ha un ruolo importante nel sistema cardiovascolare, perché rilascia l’ossido nitrico che dilata i vasi sanguigni, riduce la pressione sanguigna e protegge il cuore. Questo è stato confermato da uno studio del National Institute on Aging di Baltimora, secondo cui chi ha atteggiamenti più aggressivi e competitivi sviluppa con più facilità un ispessimento delle carotidi e, quindi, il rischio di arresto cardiaco. L’ossitocina combatte i radicali liberi e l’infiammazione del sistema cardiovascolare, che causano l’invecchiamento fisico e cerebrale. Quindi, in un certo senso essere gentili allunga la vita. Sembra anche che gentilezza e compassione siano potenti anti-infiammatori, forse per gli effetti sul nervo vago. Infine, alcuni studi hanno dimostrato che la gentilezza è contagiosa, grazie all’azione dei neuroni specchio, che porta a imitare l’azione e a cogliere le emozioni di chi ci sta attorno.

I motivi per essere gentili – e non solo oggi – sono tanti. Allora cominciamo subito.


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