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 Il cardine è la tutela del patrimonio culturale

Un’organizzazione nata per mantenere la pace e per promuovere il rispetto universale

Fabio Farag

Settantacinque anni fa nasceva l’Unesco, l’agenzia specializzata dell’Onu che si occupa di promuovere la cultura, l’educazione la cooperazione scientifica e la libertà d’espressione.

Fondata il 16 novembre 1945 e istituita ufficialmente il Parigi 4 novembre dell’anno successivo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, ha come obbiettivo dichiarato quello di “costruire i presupposti per garantire la pace internazionale e la prosperità dei popoli promuovendo il dialogo interculturale, il rispetto dell’ambiente e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile”.

Già durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, i paesi alleati in Europa iniziarono a pensare ad un organismo sovrannazionale in grado diffondere la cultura della pace, della democrazia e dell'uguaglianza degli uomini. Successivamente, nel 16 novembre 1945, si tenne a Londra la prima conferenza dei ministri dell’educazione alleati, in cui scrisse la Costituzione dell’organismo che venne in seguito ratificata da 20 Paesi: Australia, Brasile, Canada, Cina, Cecoslovacchia, Danimarca, Repubblica Domenicana, Egitto, Francia, Grecia, India, Libano, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Arabia Saudita, Sud Africa, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.

«I Governi degli Stati membri della presente Convenzione, in nome dei loro popoli, dichiarano: che, poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace».

Questo, il preambolo che sancisce la costituzione

Unesco

L’Italia (che oggi conta 55 siti Unesco, al primo posto in classifica a pari merito con la Cina) per via del suo ruolo iniziale nella guerra, è stata ammessa all’unanimità nel 1947.

«Questo riconoscimento - si legge negli archivi Unesco- ebbe il valore morale di un primo passo verso l'ammissione dell'Italia all'ONU, che stava purtroppo incontrando proprio in quel periodo notevoli difficoltà».

Requisiti Unesco.

Affinché un sito possa diventare patrimonio Unesco, deve rispettare diversi requisiti, questi i principali: «rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo, essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa, presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica…».

Attualmente, in base alla convenzione, l’Unesco, ha fino ad oggi riconosciuto un totale di 1121 siti, di cui 869 siti culturali, 213 naturali e 39 misti, presenti in 167 Paesi del mondo.

 


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