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black friday

 L'appello di Erika a sostenere l'economia circolare

Abbiamo davvero bisogno di comprare tutto quello che ci sembra un affare? In termini di rifiuti e di emissioni di CO2 quale prezzo paga il pianeta?

na.ber.

Difficile, in questo periodo, non imbattersi nel bombardamento delle offerte del Black Friday che quest'anno sarà il 27 novembre. Anche se qualcuno per anticipare ha già perfino istituito il Black Friday Week.

Il cosiddetto, all'italiana, "Venerdì nero" è il nome informale utilizzato per indicare il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, che viene celebrato il quarto giovedì di novembre e dal 1952 è considerato l'inizio della stagione dello shopping natalizio.

Le grandi catene fanno a gara per offrire sconti e promozioni e accapparrarsi il maggior numero di clienti. Ma le offerte sono davvero e sempre così imperdibili? E tutto quello che andremo ad acquistare ci è così necessario? O al contrario non è solo la frenesia consumistica che la società ci impone?

A questo proposito abbiamo pensato di pubblicare le riflessioni che ci sono arrivate da Erika Mugnai, che ci scrive dalla Maremma toscana e ci invita a ripensare al nostro stile di vita.

erika mugnai

«Comprare a cuor leggero, in modo distratto e senza avere chiaro cosa provoca questo giorno "nero", porta al gesto più estremo della nostra società capitalistica, ovvero porta al sovra consumo. Un gesto su cui, se non si riflette in modo sensibile ed intelligente, ha delle conseguenze gravi sull’ambiente, sui lavoratori, sui piccoli produttori e gli artigiani che hanno la bottega sotto casa.

Avete mai riflettuto sull'effetto positivo e l'effetto negativo del tuo acquisto di quell'oggettino economico per fare o farsi un regalino? Sappiamo bene che l'effetto positivo di un acquisto è la gratificazione, sopratutto se si si è indotti, da dei bravi esperti di marketing, che abbiamo fatto un "buon affare" durante il Black Friday! Avete mai provato a quantificare il tempo che rimane  questa sensazione di felicità e se sia vera felicità o una felicità effimera che colma chissà quale vuoto? Dopo quanto tempo quell'oggetto finisce li, da una parte, a prendere la polvere?

Avete mai provato ad attaccarci un'etichetta, con la data di acquisto? Provate a scriverci la data ogni volta che lo utilizzerete ed infine, la data di quando lo butterete via. Quel giorno, quando deciderete che non  serve più, provate a riflettere, in modo profondo, su tutto il suo processo di produzione e smaltimento. Sull’impatto che ha quell’oggetto sul nostro pianeta e la nostra salute.

Fermatevi a riflettere. Cosa è servito per costruirlo e chi lo ha costruito era felice del suo lavoro? Aveva un'età giusta per lavorare ed è stato pagato equamente? quanti km ha fatto per arrivare a casavostra? E se si romperà, sarete in grado di ripararlo o sarete costretto a buttarlo? E quanto lo butterete via, che impatto avrà il suo smaltimento, quanto inquinerà, che conseguenze avrà la salute delle persone che vivranno vicino a dove verrà smaltito?

Riflettete e pensate, valeva la pena per il nostro pianeta e la nostra salute, acquistarlo? Una soluzione a tutto questo è farsi tutte le domande prima di cliccare su COMPRA, CARRELLO, ACQUISTA, PAGA.

Bisogna essere coscienti che è inutile dichiararsi attenti all'ambiente, alla salute, che vogliamo la tutela degli animali e del pianeta e poi acquistiamo un prodotto certificato bio dal peso netto di 100 gr, che viene dall'altra parte del mondo che ha un packaging da 300 gr di plastica da smaltire, è chiaro?

Se cambiare le proprie abitudini di consumo è un percorso lungo e faticoso, astenersi dall’acquisto per un solo giorno all’anno, il Black Friday, è un piccolo gesto, ma dalla portata enorme se pensate che il potere di questi grandi colossi è in mano ai consumatori che spendono in un solo giorno, solo in italia, 2 miliardi di euro.

Questi soldi potrebbero essere spesi presso aziende locali, italiane, piccoli produttori ed artigiani che stanno portando avanti progetti sostenibili ed l'eccellenze del made in italy. Questi soldi possono essere spesi per un economia circolare, ovvero un italiano è tenuto eticamente a comprare il pane dal fornaio sotto casa che assume personale, che paga le tasse, che compra ed usa farine da aziende agricole locali.

Un Italiano non deve comprare il pane congelato e riscaldato dal discount tedesco che compra le farine in un altro continente, fa il pane in un altro stato, lo vende in Italia e paga le tasse in Svizzera o in Inghiterra, tutto chiaro? Con questa scuola di pensiero, piccole aziende agricole possono pagare chi lavora in modo equo, possono pagare la tasse in Italia, ci piace usano prodotti per imballaggio riciclato e riciclabili, usano energia da fonti rinnovabili per la produzione dei  prodotti bio, e riescono a devolvere il 10% degli acquisti per compensare l'emissione di CO2 emessa durante il trasporto dei  prodotti venduti tramite l'e-commerce, acquistando boschi minacciati dal taglio oppure piantando nuovi alberi.

Per questo vi invito a NON fare acquisti durante il black friday ma di sostenere le piccole realtà che portano avanti l’economia del nostro paese ponendo attenzione a salvare il nostro pianeta e la nostra salute.

Se volete che il mondo cambi, noi tutti per primi dobbiamo essere quel cambiamento».

Per saperne di più https://www.youtube.com/watch?v=dnj2NNy5xcY&t=13s

 


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