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Cristina Damiano

 Cristina Damiano, la presidentessa di NonSoloContro

 «Non pensiamo a queste donne solo il 25 novembre, aiutiamole tutti i giorni, non permettiamo all'indifferenza di impedirci di guardare e ascoltare il loro grido di aiuto, per quanto flebile possa essere»

Sono un'operatrice volontaria in un Centro Antiviolenza e conosco gli effetti che la violenza ha sulle donne.

La violenza non è solo quella fisica, è anche quella economica che tiene le donne legate ad una vita che le fa "morire" lentamente e psicologica che le fa sentire colpevoli, inadatte e fa credere loro di non essere vittime.

A  tutto questo si aggiunge la violenza causata dall'indifferenza. L'indifferenza del vicinato che sente urla e pianti ma non fa nulla. L'indifferenza che si manifesta per strada in occasione di episodi violenti, dove nessun* interviene o allerta le forze dell'ordine.

Poi, c'è la violenza del linguaggio che ogni giorno colpisce ognun* di noi.

La violenza contro le donne si deve combattere culturalmente attraverso percorsi educativi mirati che coinvolgano scuole, istituzioni e mass media. Sicuramente sarà un processo lungo e difficile da metabolizzare, ma necessario.

Nel recente e drammatico femminicidio e infanticidio, avvenuto a Carignano, troppe e troppi sono state le persone e giornalist* che hanno cercato alibi per l'omicida ("era un gran lavoratore e brava persona", "lei lo stava lasciando", "lei si era innamorata di un'altra persona", "è stato un raptus") sminuendo la gravità dell'omicidio.  Quest'uomo ha sterminato la sua famiglia per evitare di perderla, perché erano tutta "roba" sua e non poteva tollerare di perderne il totale controllo e possesso.

No, non è stato un raptus. E'  stata impugnata una pistola, rivolta contro i suoi figli, scelta non casuale, ma un ulteriore modo per punire e ferire la moglie per poi sparare anche a lei. Quello che è successo ha un solo colpevole ed è l'uomo che ha sparato e i termini da utilizzare per raccontare i fatti ed evitare una narrazione tossica sono 2: femminicidio e infanticidio.

Forse qualcosa nell'utilizzo del linguaggio sta iniziando, a piccoli passi, a cambiare. L'Ordine Nazionale dei Giornalisti ha organizzato il primo corso di aggiornamento "Informazione e violenza contro le donne" perché è importante imparare ad usare le giuste parole per tutelare vittime e familiari. 

Nel mio operato, al Centro Antiviolenza, ho accolto e incontrato donne forti, coraggiose, per cui violenza subita per anni ha degli effetti difficili da comprendere e altrettanto difficili da oltrepassare.

Non basta andare via di casa per superare i traumi delle violenze subite, come erroneamente si pensa, il percorso è veramente molto lungo,  tortuoso, difficile ed è spesso lastricato di ostacoli. 

Non pensiamo a queste donne solo il 25 novembre, aiutiamole tutti i giorni, non permettiamo all'indifferenza di impedirci di guardare e ascoltare il loro grido di aiuto, per quanto flebile possa essere.

 

Noi tutti di NonSoloContro siamo fieri di avere come presidentessa dell'associazione culturale che edita il nostro giornale, una donna come Cristina, capace di affrontare temi così complessi, ma soprattutto di agire concretamente, mettendo a disposizione il suo tempo per un tema tanto importante quanto basilare. 

                                                                                                              

 


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