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Howard university

La Howard University chiude il Dipartimento di Studi Classici

Via dall'università di Kamala Harris i "dead white males" e il filosofo West parla di "catastrofe spirituale"

Chiara Mingrone

Il passo da movimento per l’emancipazione a nuova forma di inquisizione è breve e la notizia arrivata qualche giorno fa dagli Stati Uniti lo conferma: Howard University, università frequentata maggiormente dagli afroamericani, decide di chiudere il suo corso di studio sui classici. 

Chiusi i corsi sui classici. La giustificazione?

La volontà di creare un futuro libero da autori come Omero e Cicerone, considerati simbolo della supremazia bianca. Le critiche sono giustamente arrivate da ogni dove. Per esempio, il filosofo conservatore Allan Bloom ha definito questa scelta l’apice della “chiusura della mente America”, ormai accecata dalla volontà di rendere tutto iper inclusivo tanto da dare una lettura distorta della realtà storica. Non bisogna essere laureti in storia antica per sapere che il concetto di segregazione etnica non fosse proprio dei romani, in cui solo il ceto e l’essere cittadino Roma era fonte di una sorta di discriminazione, come dimostra, la loro storia imperiale che ha visto più princeps di colore, come Settimo Severo che era di origini puniche, ovvero Africane.

Le perplessità del mondo della cultura afro

Le perplessità arrivano da alcuni esponenti della stessa comunità afro, come Cornel West, filosofo ed attivista civile, che ha ricordato come i principi su cui si basa lo stesso movimento dei diritti ha le sue radici nel mondo classico. Concetti come auto determinazione, giustizia e libertà hanno le loro origini in pensatori come Platone Aristotele o Omero e liquidarli come suprematisti bianchi vuol dire avere una miopia storica abissale che non comprende come quei diritti, che tanto bramano, abbiano le loro origini in quegli autori che loro vorrebbero solo cancellare perché non conformi ai loro standard.

La notizia, ancora più inquietante, è il silenzio della politica infatti, la tanto acclamata Kamala Harris, è stata allieva di questo college e dal suo ufficio nessuna notizia in merito alla decisione del college.

La nuova vita del movimento di emancipazione africana negli USA è un fenomeno di portata storica ma, cancellare quello che è stato solo perché appartiene ad una cultura che loro ritengono nemica li porta sullo stesso livello dei suprematisti bianchi contro cui tanto lottano.

Ormai la decisione è stata presa: il fanatismo ha vinto e la cultura ha perso.

Il fatto ancora più inquietante è che questa notizia è stata accolta da molti come una conquista quando, in realtà, è solo uno scabroso incubo di una coscienza collettiva dormiente ed ignorante.



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