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IL MOVICENTRO IN FASE DI ULTIMAZIONE

 Sarà completato per la primavera 2022

 «In 14 minuti si potrà raggiungere Torino o l'aeroporto»

Sabato scorso la visita ai cantieri. Un'opera che rivoluzionerà il sistema dei trasporti locali

Davide Aimonetto

E’ un’opera, quella del Movicentro, realizzata di fronte alla storica stazione di Venaria, tanto attesa quanto strategicamente importante. Non solo per la città che ospita la prestigiosa residenza sabauda. Ma per tutto il quadrante nord dell’area metropolitana torinese, che va a connettersi a livello di trasporti e collegamenti con le valli di Lanzo, Ceronda e lo scalo aeroportuale di Caselle.

Dopo più di vent’anni di gestazione, cambiamenti in corso d’opera, la struttura è ormai all’80% compiuta, e sarà consegnata alla città, al più tardi nella primavera del 2022.

Così sabato scorso, nell’ambito delle iniziative legate alla 20° edizione della European Mobility Week, l’evento annuale promosso dalla Commissione Europea, che riunisce piccole e grandi città da tutta Europa, all’insegna della promozione di pratiche locali innovative, nell’ambito della mobilità sostenibile, c’è stata l’occasione per visitare il cantiere.  

Non una inaugurazione, ma una valutazione complessiva da parte delle autorità e dei cittadini, in merito all’avanzamento dei lavori.

Del resto il fulcro del cambiamento della mobilità da e per Venaria Reale, è il Movicentro, prossimo alla conclusione, posto strategicamente attorno alla stazione della ferrovia Torino-Ceres, che ospita, anche stalli per mezzi pubblici, biciclette, parcheggi e car shering, nell’ottica di una mobilità innovativa, che tenga conto anche del rispetto dell’ambiente.

IL SINDACO DI VENARIA FABIO GIULIVI Fabio Giulivi

E’ stato lo stesso sindaco della Reale, Fabio Giulivi, ad aver sottolineato, sabato scorso, l’importanza della visita al cantiere del Movicentro, come occasione per fare il punto sullo stato della mobilità sull’intero territorio.

La ferrovia Torino-Ceres, grazie agli interventi di collegamento con la stazione di Porta Susa, attraverso il tunnel di corso Grosseto, cambierà  l’intero panorama della mobilità e relativa viabilità, verso l’aeroporto di Torino, della stessa zona nord del capoluogo piemontese, per le Valli di Lanzo e per le Langhe con Alba e Bra, visto che saranno previsti collegamenti ogni ora con quelle realtà.

Un intero sistema territoriale che vede al proprio interno beni culturali come il complesso della Reggia di Venaria Reale, il sistema della residenze reali sabaude, il “MAB Unesco Collina Po”, il parco reale de “La Mandria”. Inoltre, l’Allianz Stadium Juventus, che sarà servito dalla nuova stazione Rigola.

Che solo per gli eventi sportivi potrebbe catalizzare l’interesse di oltre 50 mila persone, provenienti da fuori regione, un paio di volte alla settimana.  Tutto il tessuto produttivo di questa zona, che presto vedrà, nella rinata ferrovia Torino-Ceres, uno strumento che faciliterà notevolmente gli spostamenti da e verso Torino: si calcola che una volta conclusa l’opera, si potrà raggiungere Torino o lo scalo aeroportuale, in un massimo di 14 minuti.

Attraverso una interconnessione con l’intero SMF, il Sistema Metropolitano Ferroviario e la Metropolitana torinese, il turismo sarà ulteriormente agevolato e potenziato.

«Una stazione, quella di viale Roma, a meno di un chilometro dalla Reggia di Venaria e dal Borgo storico – ha ricordato il sindaco Giulivi -  bene culturale tra i più frequentati a livello nazionale, potrà essere il motore per una migliore qualità degli spostamenti, con la ferrovia presto connessa alle altre reti di trasporto collettivo ed individuale, in una visione sostenibile della mobilità». Inoltre, alla città saranno consegnati 60 parcheggi per auto, su un unico livello, nella zona fronte stazione, 13 stalli per car sharing, auto elettriche con relative colonnine di ricarica, e 6 per taxi e veicoli per i diversamente abili.

LA STORICA STAZIONE DI VENARIA RECENTEMENTE AMMODERNATA La storica stazione, recentemente riammodernata

 

Oltre al "bikebox" con 50 spazi per le biciclette, 25 per i motoveicoli e 40 dedicati al bike sarin, 20 con pedalata assistita. Si tende alla valorizzazione della stazione ferroviaria di Venaria, ora protesa verso la città, puntando decisamente anche sull’ingresso da via Fabio Filzi, angolo corso Garibaldi, come nuovo accesso ai capolinea degli autobus che collegheranno le Valli di Lanzo e il Basso Canavese, in largo Garibaldi.

Sono compresi nei lavori, anche l’ampliamento di viale Roma, per quanto riguarda la sezione stradale, per permettere la sosta e la manovra degli autobus e la connessione con la rete delle piste ciclabili che collegano la stazione dei treni GTT al parco della Corona Verde, alla Reggia e al parco La Mandria. Contestualmente, si stanno realizzando sul nostro territorio – ha sottolineato nel suo intervento il sindaco della Reale -  i seguenti interventi: una pista ciclabile di raccordo tra i percorsi provenienti da Torino sull’asse di via Lanzo e corso Garibaldi, la “Spina Reale” e i percorsi del Biciplan di Collegno, con un investimento della Regione Piemonte per un totale di trecentomila Euro. 

I NUOVI PARCHEGGI DI PERTINENZA DEL MOVICENTRO I nuovi parcheggi di pertinenza del Movicentro

E’prevista la realizzazione della nuova pista ciclabile che attraverso la via Lanzo e via San Marchese, collegherà il centro di Torino con il complesso sabaudo e “La Mandria”, grazie ad un investimento regionale di oltre un milione di Euro».

Venaria Reale torna così a ricoprire quel ruolo strategico nel settore dei trasporti, che gli è sempre stato suo. Sia verso il capoluogo subalpino, che in direzione valli di Lanzo. Nella speranza che quest’ultime non restino ancora in “ombra”. Rispetto a questa importante rivoluzione dei trasporti. Poco più di cento anni fa, queste valli, superarono uno storico isolamento proprio grazie alla ferrovia Torino-Ceres.

Sarebbe veramente anacronistico rinunciare a questo interscambio economico e turistico, con delle realtà che furono anche alla base dello sviluppo dell’area nord del capoluogo subalpino, e che potrebbero conoscere nuove prospettive di rilancio, se adeguatamente sostenute e valorizzate.

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