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bambini e tv

 L'80% non segue le linee guida dell'OMS

 E' quanto risulta dallo studio dell'Istituto "Mario Negri" e dell’Italian Institute For Planetary Health (IIPH) di Milano

Paolo Maria Salzotto

Coaching Nutrizionale⁣⁣

salzotto

Che la TV abbia un'influenza anche sui più piccoli è ormai cosa risaputa. La valutazione dell’adeguatezza della propria immagine corporea e le scelte alimentari di bambini e adolescenti, secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Consumer Psychology, sembrano essere legate anche alla forma fisica e alle abitudini alimentari di personaggi immaginari, come quelli dei cartoni animati, dei fumetti e dei video games.

Gli spot trasmessi tra un programma e l’altro stimolano il consumo di cibi grassi e ricchi di zuccheri, in modo particolare biscotti e merendine, che sono associati ad immagini ed emozioni positive, che ne incoraggiano il consumo anche fuori pasto.

Inutile negarlo, le pubblicità sono un forte stimolo - e non solo per i bambini - che ne influenzano le abitudini alimentari. Il consumo di cibo, inoltre, sempre secondo lo studio, aumenta in modo incontrollato davanti alla TV.

Ma i cibi che bambini e adolescenti scelgono sono salutari?

Uno studio dell’Istituto "Mario Negri" pubblicato su Public Health and Nutrition ha evidenziato come oltre l'80% delle pubblicità di alimenti trasmesse in Italia dai canali più seguiti dai bambini riguardasse cibi poco sani e senza alcun cenno di educazione alimentare.⁣

Lo studio⁣
I ricercatori si sono occupati di analizzare il contenuto delle pubblicità sui prodotti alimentari trasmesse durante la programmazione televisiva. ⁣ La maggior parte delle pubblicità promuove cibi poco sani, ricchi di grassi e zuccheri e poveri di fibre, mentre nessuna pubblicità parla di verdure, legumi o frutta.
Un po’ come se la “piramide alimentare” che invita a seguire i consigli dietetici scientifici, dove gli alimenti al vertice della piramide sono quelli da consumare in piccole quantità, mentre quelli alla base in quantità maggiori, fosse ribaltata nelle pubblicità dei cibi rivolte ai bambini. ⁣⁣
In Italia non erano presenti dati aggiornati su quest’argomento.⁣ L’analisi è stata condotta da ricercatori del laboratorio di Epidemiologia degli stili di vita. Sono state registrate quasi 4 mila pubblicità, di cui 1810 trasmesse durante programmi dedicati ai bambini di sei dei canali italiani più seguiti - Rai1, Rai3, Canale5, Italia 1, La7, Boing. ⁣
Di tali pubblicità, sono state selezionate quelle che promuovevano prodotti alimentari, sia cibi che bevande, e ne è stata valutata l’aderenza alle principali linee guida europee: l’European Nutrient Profile Model, linee guida indipendenti da conflitti di interesse in quanto promosse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e l’Eu Pledge Nutrition Criteria stipulate da aziende leader del settore alimentare. ⁣
Linee guida sono nate con lo scopo di limitare la commercializzazione di selezionati alimenti e bevande non salutari all’interno della pubblicità rivolta ai bambini.⁣
 
spot bambini
⁣I risultati dello studio⁣
Lo studio ha messo in luce come la grande maggioranza delle pubblicità televisive di prodotti alimentari trasmesse durante i programmi dedicati ai bambini non risulta conforme a nessuno dei due modelli considerati. ⁣
In particolare, oltre l'80% delle pubblicità non soddisfa le linee guida dell’Who-Enpm. Inoltre, più del 70% delle pubblicità trasmesse durante programmi dedicati ai bambini commercializza dolci e snack, nessuno dei quali conforme alle linee guida. ⁣
È emerso, infine, che la mancanza di aderenza è più frequente nelle pubblicità trasmesse durante i cartoni animati, suggerendo quindi che le pubblicità rivolte ai bambini più piccoli siano addirittura meno salutari di quelle rivolte a un’audience di età maggiore.⁣
Conclusioni e proposte⁣
Sarebbe urgente in Italia una rigorosa definizione di normative basate su indicazioni indipendenti, per regolamentare la commercializzazione di prodotti alimentari e bevande per bambini. ⁣
A mio parere questo potrebbe essere un primo passo verso un divieto di pubblicità a quelle fasce di popolazione come i bambini che non hanno ancora sviluppato il pensiero critico. ⁣
Si dovrebbe infatti seguire l’esempio di Rai Yoyo: un canale televisivo dedicato ai bambini, che da maggio 2016 ha bandito completamente ogni tipo di pubblicità. ⁣
Questo studio deve essere un campanello d’allarme su un problema sempre più attuale, ovviamente non solo circoscritto al mondo della televisione, ma a tutti i mezzi di comunicazione, quali per esempio Youtube e social media in generale, per tutelare le generazioni future da una cattiva educazione alimentare.⁣
A maggior ragione in un momento storico dove i bambini e ragazzi, a causa della pandemia, sono forzati a restare di più in casa e utilizzare maggiormente Tv e computer.⁣

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