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carni rosse

 

No, se consumata nella giusta quantità

 Inserita nella lista dei possibili alimenti cancerogeni, potrebbero esserlo unicamente quelle trasformate

Paolo Maria Salzotto

Coaching Nutrizionale⁣

salzotto

La giusta dieta è essenziale per star bene, ma per scegliere occorre andare oltre i luoghi comuni. L'alimentazione è uno dei principali ambiti in cui le decisioni individuali fanno la differenza e massimizzare o, al contrario, guastare la tua salute.

Da questa settimana⁣ per la rubrica Benessere e salute cercheremo di sfatare tutti i falsi miti, o meglio le fake news che circolano sulla rete. Cominciamo dalla carne.

La carne provoca il cancro⁣?
Gran parte della presa di questo falso mito alimentare contrabbandato per verità deriva dagli accenti allarmistici con cui i mezzi di comunicazione hanno rilanciato alcuni anni fa la decisione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di inserire le carni lavorate tra le sostanze cancerogene e la carne rossa tra quelle che potrebbero esserlo.⁣
Sul controverso rapporto tra carne nella dieta e aumento del rischio di cancro sono doverose almeno tre precisazioni.
La prima è in ordine alla qualità: la carne bianca (pollo, tacchino) non innalza in alcun modo il rischio di tumore. Esiste invece solo una correlazione probabile (e non un nesso dimostrato) tra consumo di carne rossa e innalzamento del rischio di un particolare tipo di cancro, il carcinoma del colon-retto. ⁣
La cancerogenicità certa, ed in ogni caso sempre con riferimento solo al cancro dell'intestino e non ad altre forme neoplastiche, riguarda unicamente le carni trasformate (salumi, insaccati, carni in scatola).⁣
La seconda nota importante riguarda gli aspetti quantitativi: la stessa OMS afferma che il consumo fino a 700 grammi (peso a crudo) di carne rossa la settimana non promuove il cancro ed è pienamente sicuro, se non perfino benefico, alla luce dei riconosciuti pregi nutritivi di questo alimento.⁣
Occorre infine precisare l'entità del rischio di cui si parla, è molto ridotto: quand'anche si arrivasse a documentare un'associazione causale tra consumo di carne rossa e aumento del rischio di cancro al colon, lo IARC ha calcolato che le probabilità di sviluppare questa neoplasia mangiando 100 grammi di carne rossa tutti i giorni per decenni si alzerebbero del 7%, ovvero, considerato che il carcinoma colorettale colpisce il 5% circa della popolazione, si ammalerebbe di tumore intestinale una sola persona in più su cento.⁣
Infine, i dati su cui si basano tali ricerche arrivavano sempre dagli Stati Uniti, dove la qualità degli alimenti non è mai stata eccelsa.
 
Come sempre: riduci la quantità, non la qualità di ciò che mangi.⁣

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