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auschwitz

 

 Il film in anteprima a Castellamonte

Diretto da Giambattista Assanti, uscirà nel gennaio 2021

Simona Destino

Eleonora, una giornalista di un importante quotidiano nazionale, cerca di terminare un articolo su Carol Wojtyla e sul suo legame con le montagne, proprio in occasione del centenario della sua nascita.  Si reca quindi nel paesino di Introd in Val d’Aosta, luogo scelto diverse volte da Papa Giovanni Paolo II tra gli anni ’80 e ’90 per le vacanze estive.

Qui, Eleonora entra in contatto con l’associazione culturale piemontese Memoria Viva che raccoglie nella sua banca dati decine di storie di sopravvissuti all'Olocausto, e la sua attenzione viene catturata dalla storia di Lidia Maksymowicz.

lidia film

Era il 1942 quando Lidia Maksymowicz veniva rinchiusa nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, alla sola età di due anni, luogo d’orrore in cui il dottor Mengele, conosciuto con il nome di “angelo della morte”, eseguiva i suoi esperimenti terrificanti proprio sui bambini ebrei.

La mamma di Lidia invece era costretta a partecipare ad un marcia della morte, ma le aveva promesso che alla fine un giorno sarebbe passata a prenderla.

Lidia è stata liberata dalla prigionia nel gennaio 1945 dalle truppe sovietiche, ed è successivamente stata affidata ad una famiglia polacca con la quale ha trascorso la sua gioventù, immaginando che prima o poi la madre sarebbe scomparsa in una marcia della morte. Ma un giorno del 1962 qualcuno bussa alla sua porta…

Il film “La bambina che non sapeva odiare” del regista Giambattista Assanti, che uscirà nel gennaio 2021, presenta quindi due donne molto differenti, raccontate attraverso l’intervista di Eleonora a Cracovia in un giorno d’autunno.

Lidia racconta le atrocità e tutti gli aspetti rimasti nell’ombra degli esperimenti svolti dal dottor Joseph Mengele.

cast film

Una storia terribile ma allo stesso segnata profondamente dell’amore tra madre e figlia, separate per tanti anni ma finalmente ritrovate: verrà presentato in anteprima domani, giovedì 2 luglio, all’Istituto italiano di cultura a Cracovia e sabato 4 luglio  a Castellamonte, per iniziativa del Club Turati, presieduto dal senatore Eugenio Bozzello. La presentazione sarà svolta online, in rispetto delle norme preventive del Covid-19 che limitano gli eventi pubblici.

La Città Metropolitana di Torino ha concesso il suo patrocinio all’evento, in considerazione del grande valore della testimonianza di Lidia Maksymowicz, raccolta da Assanti nel corso dell’intervista che il regista ha trasformato in un vero e proprio film.

Un’intervista che ha donato ad Eleonora maggior consapevolezza riguardo alle atrocità svolte all’interno di Auschwitz, mentre per Lidia un monito per le nuove generazioni:

«Se dovessi vivere pensando a odio e vendetta farei danno a me stessa e alla mia anima, io sarei quella malata...l'odio ucciderebbe anche me. Il compito che mi sono data sino a quando vivrò è quello di parlare di quanto mi è successo. Soprattutto ai giovani, perché non permettano mai più una cosa del genere».

Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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