facebooktwitter

nonsolocontro2017

5707774 Visualizzazioni

psyco

 

 Trama geniale e ambientazioni inquietanti

Con la magistrale interpretazione di Antonhy Perkins

Luigi Benedetto

Il 10 agosto 1960 esce nelle sale americane un film destinato ad entrare nella storia, non solo del cinema ma anche del costume: Psyco, il capolavoro (anche dal punto di vista economico, dal momento che a fronte di un costo di poco superiore agli 800mila dollari incassa nei soli Stati Uniti 32 milioni di dollari) del regista Alfred Hitchcock. Una trama geniale (almeno per l'epoca, visto che poi le idee di Hitchcock sono state riprese, modificare, riproposte in decine di altri film), ambientazioni inquietanti, la bravura del protagonista, Antonhy Perkins (cui quel ruolo rimarrà cucito sulla pelle per tutta la vita) e la puntigliosità del regista nel rendere quella storia un manifesto della suspense: la scena più celebre (non solo del film ma anche della storia del cinema), quella della doccia, dura solo 45 secondi, ma ha richiesto una settimana ininterrotta di lavorazione, 72 posizioni diverse della macchina da presa e 35 inquadrature per i 22 secondi nei quali si consuma la tragedia (senza dire troppo per chi ancora non l'avesse visto e volesse rimediare). E dove non arrivava il regista, è arrivata la moglie, che rivedendo le scene prima del montaggio finale aveva, individuato un passaggio brevissimo nella quale si vedeva Janet Leigh, teoricamente già trapassata, respirare.

PYSCHO

Il film è girato in bianco e nero, il che rende la pellicola più drammatica, e riprende uno degli elementi preferiti da Hitchcock: la presenza degli specchi, impiegati in modo massiccio in numerose scene. Nessuno di essi, però, riflette mai, ad ulteriore prova della puntigliosità del resista, strumentazioni o componenti della troupe. 

1aaapsych 700x430

Il film ha ottenuto quattro candidature all'Oscar e portato un Golden Globe come migliore attrice non protagonista a Janet Leight. Occupa il primo posto nella lista redatta dall'American Film Institute dei 100 migliori thriller americani: il protagonista Norman Bates compare al secondo posto tra i 100 più “cattivi” della cinematografia americana (subito dietro ad Hannibal Lecter) e una battuta (“Il migliore amico di un ragazzo è sua madre”) rientra tra le 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi (al primo posto figura “Francamente me ne infischio”, da Via col vento).


Cerca nel giornale

SPORT

Gli esperti

Image Mercoledì, 09 Settembre 2020
La displasia dell'anca nel cane

SCIENZA

Image Martedì, 15 Settembre 2020
Mario, e Luigi, compiono 35 anni

COLLEZIONISMO

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com