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LA SCUOLA CATTOLICA G

 

 Il film che racconta il massacro del Circeo

Dal romanzo, premio Strega, di Edoardo Albinati al film di Stefano Mordini

Simona Destino

«Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti», ha detto Dario Franceschini, Ministro della cultura, lo scorso 5 aprile in occasione della firma del decreto che ha istituito la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche.

Eppure, a distanza di soli sei mesi, il film diretto da Stefano Mordini, “La scuola cattolica” è oggetto di censura, proprio a pochi giorni dalla sua distribuzione nelle sale cinematografiche.

Tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati vincitore del Premio Strega nel 2016, narra il massacro del Circeo del 29 e 30 settembre 1975, quando Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, vennero ingannate e quindi rapite da Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira, per essere stuprate e torturate fino a provocare la morte di una delle due amiche, Donatella.

Warner Bros Italia IG Benedetta Porcaroli e Federica Torchetti 1 Benedetta Porcaroli e Federica Torchetti

La pellicola racconta della borghesia romana, di questa scuola cattolica esclusiva e delle dinamiche sociali che si innescano tra i giovani studenti, ma soprattutto riporta alla luce un delitto atroce, che lascia senza parole anche a distanza di tanti anni e che ha bisogno di essere raccontato perché, purtroppo, è ancora troppo attuale.

Prodotto da Warner Bros, il film è stato presentato in anteprima alla 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, alla quale hanno partecipato tutti i protagonisti:  Riccardo Scamarcio, Valeria Golino, Jasmine Trinca, Valentina Cervi, Gianluca Guidi, Fabrizio Gifuni, Giulio Pranno e Benedetta Porcaroli (nel ruolo di Donatella Colasanti).

In questa occasione era stato classificato vietato ai minori di 14 anni.

Il 4 ottobre, la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche incaricata dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura, ha imposto il divieto di visione ai giovani con meno di 18 anni, con la seguente motivazione:

«Il film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittime e del carnefice».

Spiegazione del tutto incomprensibile per il regista, che invece sostiene:

[…]«Questo è esattamente il contrario di quello che racconta il film, e cioè che, provenendo dalla stessa cultura, è sempre possibile compiere una scelta e non deviare verso il male. Una delle due vittime, all’epoca, era minorenne e il nostro è un film di adolescenti interpretato da adolescenti. Trovo assurdo che oggi si vieti ai ragazzi anche solo di vedere, attraverso un libero mezzo di espressione, quello che due ragazze come loro anni fa hanno subito, questo atto censorio priva una generazione di una possibile presa di coscienza che potrebbe essere loro utile per difendersi da quella violenza spesso protagonista nella nostra cronaca. E questo perché alcune delle ragioni di quella tragedia sono purtroppo ancora attuali»

Si può parlare di censura anche se non sono stati fatti interventi di modifica o tagli sulla pellicola?

Limitandone la visione solo ad una parte di pubblico, escludendo i veri destinatari del film, si può davvero considerare rispettata la libertà di espressione di tutti gli artisti coinvolti?   

Perché questi limiti sono imposti su episodi di violenza contro le donne, ma non vengono imposti su altre manifestazioni di violenza altrettanto cruda?

In ogni caso “La scuola cattolica” è in programmazione nelle sale cinematografiche dal 7 ottobre, vietato ai minori di 18 anni.

Credits: https://www.youtube.com/watch?v=BmnNPPICS3E  - https://www.warnerbros.it/blog/la-scuola-cattolica-di-stefano-mordini-censurato-il-film-viene-vietato-ai-minori-di-diciotto-anni-una-censura-operata-su-un-film-che-denuncia-la-violenza-sulle-donne/

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