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Grosse Freiheit 02

Il film di Sebastian Meise che parla di omosessualità

Capace di mostrare, attraverso la trama, anche uno dei buchi neri nella Germania post-bellica

Giorgia Megliola

Presentato in concorso nella sezione lungometraggi al 39° Torino Film Festival, Große Freiheit di Sebastian Meise è la storia di un uomo nella Germania Ovest ripetutamente incarcerato per il solo fatto di essere omosessuale.

Un film potente che riesce allo stesso tempo a trasmettere un inspiegabile sentimento di dolcezza per i protagonisti di una storia di negazione non solo della libertà, ma della natura stessa degli essere umani.

Protagonista del film è il bravissimo attore tedesco Franz Rogowsky, già apparso sugli schermi italiani in Freaks Out di Gabriele Mainetti.

La trama

Germania Ovest, anno 1968. Il film si apre con l’arresto di Hans Hoffman (Franz Rogowsky) con l’accusa di aver avuto per rapporti omosessuali in un bagno pubblico e la sua incarcerazione. Nel penitenziario Hans rivede Viktor (Georg Friedrich), omicida costretto a scontare una lunga condanna e suo vecchio compagno di cella. Attraverso una sequenza di flashback che saltano tra il 1945, il 1957 e il 1968 e che hanno come ambientazione la stessa prigione di massima sicurezza viene ricostruita la vita di Hans, la prima volta incarcerato subito dopo la liberazione dal campo di concentramento dove era tenuto prigioniero, la seconda arrestato insieme all’amore della sua vita Oskar e la terza in apertura del film con il giovane Leo. In carcere, nel 1945, Hans divide la cella con Viktor, dichiaratamente omofobo che inizialmente non vuole avere nulla a che fare con lui. Con il passare dei mesi e degli anni, tra i due nasce un rapporto stretto, di amicizia prima e di amore poi, un amore strano, non propriamente libero, fino al 1969 anno in cui l’articolo 175 viene notevolmente depenalizzato e Hans non sarà più “illegale”.

Grosse Freiheit 03

Il contesto

Per 123 anni, dal 1871 al 1994, l’articolo 175 (Paragrafo 175) ha reso illegali i rapporti omosessuali. La pena era la reclusione per 24 mesi e le autorità la applicavano con meticolosità, dedicandosi con particolare cura a ricercare i “criminali”. Nel 1945, subito dopo la liberazione dei campi di concentramento, moltissimi prigionieri finiti nei lager con il triangolo rosa vengono tradotti in carcere per finire di scontare la pena. Mentre la Germania Est abrogherà definitivamente la legge nel 1989, la Germania Ovest la riformulerà nel 1969, di fatto rendendo illegali solo i rapporti con i minori di 18 anni, ma attenderà fino al 1994 per abrogarla.

Dal dopoguerra al 1969 più di 100.000 uomini vengono condannati per essere omosessuali nella sola Germania Ovest. I condannati secondo il Paragrafo 175 venivano ricattati, torturati, uccisi, per loro la liberazione dal regime nazista non significò quasi nulla, rimanendo comunque dei fuorilegge.

Sebastian Meise director Il regista Sebastian Meise

La libertà e la ribellione, nel posto più improbabile

Hans incarna il destino di molti, imprigionati più e più volte, che vedono vite e relazioni distrutte e che, in tantissimi casi, spariscono tra le fila della burocrazia. Tutta la storia di Hans viene raccontata attraverso le sue incarcerazioni (salvo pochissime scene, funzionali solo al suo rientro in carcere). I muri delle celle e le sbarre sono la costante che cancella il passare del tempo, scandito solo dal cambiamento di pettinatura di Hans ad ogni ingresso. Nonostante la consapevolezza di essere “fuorilegge”, Hans non può smettere di essere ciò che è, di amare, e affronta il carcere come una componente naturale della sua propria natura. La sua stessa esistenza è ribellione.

Tra tutte le persone possibili, Hans trova l’amore proprio in Viktor, tra tutti quello più differente da lui. Con il tempo, i due imparano a conoscersi, a rispettarsi, a diventare amici e confidenti finché l’intimità costruita negli anni cresce fino a trasformarsi in una relazione che sfugge a qualsiasi tentativo di definizione. Due uomini, stigmatizzati dalla società, che trovano nel posto più improbabile la loro libertà.

Große Freiheit (in italiano “Grande Libertà”) è il secondo lungometraggio di Sebastian Meise, dopo Still Life. Il film è una coproduzione tra Germania e Austria, prodotto da FreibeuterFilm e Rohfilm Productions e distribuito da The Match Factory. È stato presentato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard e al Torino Film Festival, dove viene premiato Franz Rogowsky come miglior attore.

Il film inoltre rappresenta l’Austria nella shortlist di 15 titoli che verranno selezionati agli Oscar 2021 per la categoria Miglior Film Straniero.

 

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