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nonsolocontro2017

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RIF ANTIAEREO 1

In occasione della Festa della Liberazione sarà visitabile gratuitamente

Ritrovo davanti al Municipio di Torino. Dalle dieci del mattino alle cinque del pomeriggio. 

Fra le molte iniziative, quest’anno, dedicate alle celebrazioni del 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo, ne segnaliamo una particolare, che sicuramente susciterà l’interesse e la curiosità dei nostri lettori: l’apertura straordinaria al pubblico, nella sola giornata del 25 aprile, del rifugio antiaereo ospitato sotto il Palazzo di Città, il Comune di Torino.

Se poche oggi, sono le tracce, in superficie,  legate ai terribili bombardamenti che, dal 1940 alla Liberazione, provocarono solo a Torino 2069 morti, 2695 feriti e che resero inutilizzabile quasi il 40 per cento delle abitazioni e un numero altissimo di stabilimenti industriali, molte sono ancora le testimonianze, nel sottosuolo torinese, di strutture, rifugi e ricoveri che, solo in parte, potevano mettere in sicurezza parte della popolazione.

Del resto, la nostra città, sperimentò fin da subito l’effetto tragico causato dai primi, micidiali bombardamenti. I primi ordigni di morte, furono sganciati su Torino, da parte dell’aviazione alleate, addirittura, poco dopo la dichiarazione di guerra da parte di Benito Mussolini a Francia e Inghilterra, nel giugno del 1940.

Fu un primo bombardamento tragico, che colse la città impreparata e illuminata come in tempo di pace. A seguito di quell’episodio che, nel giugno del 1940, il Comune di Torino, deliberò la costruzione di un rifugio proprio sotto a Palazzo Civico, in corrispondenza del Cortile d’Onore.

Il rifugio di Palazzo Civico si trova a 10 metri di profondità, e ha una galleria lunga 20 metri e larga 3. È stato costruito in cemento armato, secondo le norme tecniche in materia che, dal finire degli anni Trenta, avevano contraddistinto la vita pubblica e l’urbanistica, rendendo indispensabile, per ogni palazzo, la presenza di un rifugio ad almeno 10 o 15 metri sotto terra.

Purtroppo non sempre era possibile costruirne uno, dunque mentre le grandi aziende e gli enti provvedevanospesso la popolazione trovava riparo in cantine o cripte di chiesa, o ancora si riparava in trincee scavate a ridosso dei corsi, rivelando un volto fragile dell’Italia in guerra e una situazione di impreparazione al conflitto e alle sue conseguenze più crude sui civili.

I bombardamenti su Torino non furono pochi, e continuarono fino alla fine della guerra. Se ne contano 14 tra l’inizio delle ostilità e l’autunno del 1942, mentre da quel momento al 1943 sono state 12 le incursioni aeree con bombe, seguite poi da un nuovo inasprito ciclo di attacchi dall’Armistizio in avanti, durato fino al 5 aprile 1945. Tra distruzione, macerie, e un numero di sfollati che sfiorava i cinquecentomila, Torino uscì duramente colpita dalla Guerra.

Oggi alcuni degli accessi al rifugio di Palazzo Civico sono inutilizzabili anche per questo motivo: lo stesso Palazzo di Città fu colpito nel 1943, un episodio disastroso per la città intera, che tra i danni registrò anche il crollo di un’ala del Palazzo e il successivo impedimento nell’uso dell’uscita rivolta su via Bellezia.

In origine, però, per ragioni di sicurezza i corridoi di accesso e uscita erano tre, tra scaloni e scale a chiocciola come quella che ancora oggi, dal Cortile d’Onore, porta sottoterra. Al primo livello, scendendo, l’ambiente è quello di un’ordinaria cantina, dove tuttavia sono stati inseriti picconi, pale e strumenti per ricordare la presenza delle macerie che, dopo i bombardamenti, spesso ostruivano il passaggio.

Il rifugio di Palazzo Civico poteva ospitare cinquanta persone tra i dipendenti del Comune che, La galleria, compartimentata con pesanti e spesse porte antisoffio in ferro, utili a sigillare il locale garantendo protezione sia dagli spostamenti d’aria che dai gas tossici, era provvista secondo norma di una latrina, di acqua corrente e di un impianto di ventilazione collegato direttamente con l’esterno, per il ricambio dell’aria. 

Alle pareti erano collocate panche reclinabili in legno, alcune delle quali sopravvissute al tempo e alle condizioni dell’ambiente, per dare testimonianza della vita dentro al rifugio.

Una visita sicuramente particolare, garantita dalla presenza di guide volontarie di Palazzo Civico, i Senior di Palazzo Civico, personale comunale e dei Vigili del Fuoco in congedo accanto uomini della polizia municipale. L’ingresso è gratuito, occorre solo presentarsi davanti al portone del Municipio, in piazza Palazzo di Città 1, ed attendere la formazione dei gruppi. La visita al rifugio sarà possibile dalle dieci del mattino alle 17 di giovedì 25 aprile.

 


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