facebooktwitter

nonsolocontro2017

2181339 Visualizzazioni

ESEC Locandina A4 Copia FILEminimizer

Ospitata in tre sedi per ricordare i 135 anni della testata torinese

A cura del giornalista e storico Luca Rolandi

Una mostra, divisa in tre prestigiose sedi: il Museo Nazionale del Risorgimento, Palazzo Lascaris sede della Regione, ed il Polo del 900. Tre sezioni unite da un comune filo conduttore: ricordare i 135 anni della “Gazzetta del Popolo”. Lo storico quotidiano torinese, fondato da Giovanni Battista BotteroFelice Govean Alessandro Borella, il 16 giugno del 1848, che seppe fin da subito, con i suoi articoli e le sue cronache, farsi portavoce delle idee risorgimentali, e dei suoi più eminenti rappresentanti politici. Un rapporto questo, con la politica locale e nazionale, che fu sempre nel dna di questo giornale, con alterne fortune.

La redazione della “Gazzetta del Popolo”, rappresentò, per generazioni di giornalisti, dal 1848 al 1983, anno della chiusura, il terreno ideale per la propria formazione culturale e giornalistica. Dalle stanze di corso Valdocco, sono passate le più grandi firme del giornalismo italiano.

Il quotidiano torinese, ha raccontato attraverso la sua cronaca cittadina e nazionale, l’evoluzione storica, economica e sociale, non solo della vecchia capitale sabauda, delle sue provincie, ma anche dell’Italia tutta. La mostra, grazie ad una straordinaria raccolta di materiale, descrive i vari momenti di quella esperienza giornalistica. Una mostra che si articola appunto in tre sedi diverse, accompagnate da un catalogo. Il tutto sotto la direzione di un valido team di storici e ricercatori, fra i quali spicca lo storico e giornalista Luca Rolandi, curatore della mostra.

La realizzazione di questo prezioso progetto culturale, è stata resa possibile grazie alla collaborazione di diversi soggetti: il Consiglio regionale del Piemonte, Museo Nazionale del Risorgimento, Polo del ‘900, le cui sedi ospitano la mostra, la Fondazione Donat-Cattin, l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, il Centro Studi sul Giornalismo Gino Pestelli, Il Museo della stampa di Mondovì, l’Archivio storico della Città di Torino, l’Università di Torino e la raccolta del collezionista Giorgio Coraglia.

Illustrando i passaggi più significativi della storia della testata giornalistica torinese, la mostra vuole far scoprire alle giovani generazioni cosa è stata la Gazzetta del Popolo, da giornale protagonista dell’epoca risorgimentale alla posizione negli anni del fascismo, al dopoguerra e agli anni difficili dell’autogestione, fino alla chiusura definitiva nel 1983.

La Gazzetta del Popolo, fu un grande giornale. In un mondo in cui la carta stampata era ancora la regina dell’informazione, il quotidiano torinese, nella sua fase ascendente, come ha ricordato lo storico del giornalismo Mauro Forno, arrivò ad insidiare il primato nazionale del Corriere della Sera, per diffusione di copie, e mettendo spesso in difficoltà il quotidiano torinese “cugino”: “La Stampa”.  

L’itinerario della mostra si sofferma su alcuni momenti cruciali, che vanno dalle origini del quotidiano, nel 1848, dallo Statuto Albertino alle guerre di Indipendenza, dall’Unità d’Italia alla costruzione del Regno d’Italia nell’epoca liberale.

Tra le due guerre, durante il ventennio fascista la Gazzetta del Popolo conquista un ruolo centrale nel giornalismo italiano: da un lato l’adesione totale al regime da parte della testata subalpina, guidata dall’allora direttore Ermanno Amicucci, sotto l’ala protettrice di Benito Mussolini, dall’altro il prodotto che giornale confezionava, con i suoi supplementi, l’introduzione del colore, la cura della grafica, la pubblicazione di strisce satiriche e fumetti, la pubblicità, lo sport e la società, risultava essere un prodotto di altissima qualità e molto apprezzato dai lettori, di ogni fascia di età e sociale.

Il tutto accompagnato da uno straordinario sviluppo tecnologico per l’epoca, con l’ingresso nella sede di corso Valdocco, dove veniva pensato, redatto e concepito, ogni giorno, un foglio moderno, nel quale vivevano anche realtà che in qualche modo riuscivano  a sottrarsi dalla ferrea censura mussoliniana, come accade nell’importante esperienza della pagina culturale, denominata il “Diorama letterario”, all’interno della quale, i migliori autori e letterati, filosofi e scrittori del Novecento, italiani e stranieri, ebbero la possibilità di scrivere, a prescindere dalle loro posizioni ideologiche, e spesso trarne fonte di sostentamento.

La Guerra e la Liberazione, la ripresa delle pubblicazioni con la testata “Gazzetta d’Italia”, poi nel 1948, il ritorno come “La Gazzetta del Popolo”, e infine il ruolo di giornale popolare e diffuso in tutte le province piemontesi certificarono e ne consolidarono il prestigio anche nell’Italia repubblicana.

La mostra chiude il 6 maggio a Palazzo Lascaris, il 19 maggio nelle altre due sedi.

La mostra – tutta ad ingresso gratuito – è articolata in tre sezioni storiche e tematiche:

  • Al Museo Nazionale del Risorgimento dall’anno della fondazione nel 1848 fino all’intervento dell’Italia nella Grande Guerra nel 1915. In esposizione litografie, prime pagine, bozzetti, inserti, caricature, oggetti che documentano i primi 67 anni di vita del giornale.

Orario: sempre aperto dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17). Chiuso lunedì 6 e 13 maggio.

Chiusura della mostra: 19 maggio 2019.

  • Palazzo Lascaris gli anni dal 1916 al 1945, il periodo in cui il giornale era allineato con il governo fascista, fino alla Gazzetta d’Italia. In esposizione le pagine del Diorama letterario, i supplementi tematici, le vignette satiriche. Una parte è dedicata alla crisi del giornale del 1974 che portò alla prima sospensione della tiratura, crisi in cui il Consiglio regionale del Piemonte ebbe un importante ruolo di mediazione svolto dal presidente Aldo Viglione.

Orario: dal lunedì al venerdì 9 – 17. Chiuso nei giorni festivi.

Chiusura della mostra: 6 maggio 2019.

  • Al Polo del ‘900 il periodo tra il 1946 e il 1983. Sono presentate le interviste a chi lavorò alla Gazzetta tra gli anni ‘60 e ‘80, le prime pagine relative ai grandi eventi dal 1945 al 1983, i documenti delle crisi aziendali del 1974, 1981 e del 1983 e il periodo dell’autogestione.

Orario: dal martedì alla domenica 10-18, giovedì 14-22. Lunedì chiuso 

Chiusura della mostra: 19 maggio 2019

In tutte le tre sedi sono presentati video con le interviste a 15 tra giornalisti e tipografi, le immagini storiche concesse dalla Teche Rai e dall’Archivio cinematografico della Resistenza sull’inaugurazione della sede in corso Valdocco del 1930, le gite sociali e la crociera con i lettori, il lavoro alla Gazzetta negli anni ’60.

Il catalogo della mostra, coordinato da Alicubi, raccoglie i contributi di: Sergio Soave, Claudio Donat-Cattin, Alberto Sinigaglia, Luca Rolandi, Umberto Levra, Mauro Forno, Bartolo Gariglio, Iole Scamuzzi, Dino Aloi, Ezio Mauro, Giampaolo Boetti, Piero Bianucci, Salvatore Tropea, Gian Mario Ricciardi, Beppe Fossati, Cesare Martinetti, Cenzino Mussa, Giampiero Gramaglia, Lorenzo Gigli, Franco Piccinelli.


Cerca nel giornale

pubblicita

SPORT

Gli esperti

Image Martedì, 06 Agosto 2019
Il guinzaglio, questo sconosciuto

SCIENZA

COLLEZIONISMO

Video del giorno

A CURA DI:

  • parole musica aParole & Musica onlus

  • Periodico fondato da Parole e Musica nel 1995
    Registrazione:
    n. 4839 del 18/01/1995 rilasciata dal Tribunale di Torino.
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: 339 7348994 o 393 5542895

  •  Il tuo 5 per mille a Parole & Musica onlus
  • biglietto 5 per mille2
  • Per destinare il 5 per mille a Parole & Musica onlus è sufficiente indicare il codice fiscale 92017360014 e apporre la firma nell'apposito riquadro del 730, CUD o modello unico.