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sandokan

 

Le sei puntate conquistarono 27 milioni di spettatori

Il personaggio nato dalla fantasia di Emilio Salgari

Luigi Benedetto

Non è arrivato in una calza, ma con un canale televisivo. E a portarlo non è stata la Befana ma RaiUno. Nel giorno dell’Epifania del 1976 arriva in quasi tutte le case italiane, almeno quelle munite di una televisione, il volto dell’allora semi sconosciuto (almeno in Europa) Kabir Bedi nei panni di Sandokan, una delle creature dello scrittore Emilio Salgari.

 

emilio salgari

Ed è subito un successo strepitoso. Oltre 27 milioni di spettatori (praticamente la metà degli italiani) seguono le sei puntate dello sceneggiato diretto da Sergio Sollima, che diventa in poco tempo anche un libro fotografico, un gioco da tavola, un album di figurine (che per qualche tempo surclassa quello dei calciatori), una serie infinita di gadget (dalle scimitarre di plastica alle pistole, sempre di plastica, usate nel periodo in cui è ambientata la vicenda, alle mascherine), e ancora diari, quaderni, magliette, portapenne. Il carnevale del 1976 vede il numero di giovani pirati della Malesia annichilire i più tradizionali cowboy, e le principesse ispirarsi quasi all’unanimità alla perla di Labuan. Oltre a portare alla riscoperta, ad oltre 60 anni dalla morte, di uno scrittore come Salgari.

sandokan gioco

La colonna sonora degli Oliver Onions (al secolo i fratelli Guido e Maurizio De Angelis) balza ai primi posti della classifica, rimanendo tra le prime dieci posizioni fino a giugno inoltrato e facendo di quel 45 giri uno dei più venduti del 1976.

oliver onions

 

https://www.youtube.com/watch?v=KtDlcM0Zmzg

Il successo e tale che già nel 1977 lo stesso regista e gli stessi protagonisti principali ritonano nel sequel “La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa”: un buon risultato di pubblico ma poca cosa rispetto al primo Sandokan. E prima ancora Renzo Sollima con i due protagonisti, Kabir Bedi e Carole Andrè, e un secondo personaggio nato dalla creatività di Salgari, porta sugli schermi “Il corsaro nero”, che alla fine della stagione risulta essere uno dei film più visti.
Anche lo sceneggiato (venduto in 85 paesi in tutto il mondo) ha una trasposizione cinematografica: in questo caso il successo non è all’altezza delle aspettative, dal momento che, essendo molto lungo, viene diviso in due parti, costringendo di fatto gli spettatori ad andare al cinema due volte.

 

marianna

 

Grazie a quel ruolo Kabir Bedi diventa popolarissimo, specialmente in Italia, lascia i film di Bollywood (il cinema popolare indiano) e raggiunge ruoli più ambiziosi: dal cattivo di 007 contrapposto a Roger Moore alle soap General Hospital e Dynasty. Di contro, Carole Andrè, che pure prima di Sandokan aveva avuto una più che onesta carriera cinematografica, lavorando tra gli altri, oltre che con lo stesso Sollima anche con Ferreri, Fellini, Monicelli, Visconti, Dino Risi, rimane schiacciata dal personaggio di Lady Marianna Guillonk, la perla di Labuan (che aveva fatto sognare più di un ragazzino ma anche più di un genitore...), e non trova altri ruoli all’altezza.
A cosa si deve tanto successo? I motivi sono molti. Negli anni Sessanta erano state già girate delle pellicole ispirate a Sandokan, ignorate dal grande (ma anche dal piccolo) pubblico. In questo caso Sollima fa scelte ben precise: impiegare per una produzione italiana attori che arrivano da mezzo mondo, e girare le scene nei luoghi in cui Salgari ambienta, seppur senza averli mai visti, le sue storie, facendo in qualche modo viaggiare in quelle lande lontanissime anche il pubblico. La storia regge, la trama è curata, le scene (tolti alcuni passi un po’ incerti dovuti agi effetti speciali ancora agli albori, come la famosa uccisione della tigre...) coinvolgono. E gli attori sono bravi. Nella parte dei comprimari figurano, seppure su sponde diverse, Philippe Leroy nella parte di Yanez e Adolfo Celi in quella di Brooke. Due avventurieri che avventurieri lo sono stati davvero: il primo per le tante guerre combattute con la Legione Straniera, prima di darsi al cinema, il secondo per i molti anni passati in Brasile. Andrea Giordana, già famosissimo in Italia per aver dato il volto al Conte di Montecristo. E senza dimenticare i tanti attori indiani e malesi, che hanno dato il volto agli indimenticabili tigrotti Ragno di mare, Giro Batol, Sanbigliong, Patan, o all’amico Tremal Naik.

personaggi sandokan

E per chi volesse fare un ripasso sullo sceneggiato, basta andare sul sito della Rai, cercarlo e tornare a sognare ancora un po’...

 


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