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 Cento novelle per tenere in vita la cultura

Come accadde ai tempi della peste che colpì Firenze nel 1348

Federica Carla Crovella

Cento novelle raccontate da dieci giovani (tre ragazzi e sette ragazze) in dieci giornate: da qui il titolo dell’opera di Giovanni Boccaccio, Decamerone. Le novelle, inserite nella cornice narrativa dall'epidemia di peste che scoppiò a Firenze nel 1348, hanno dato vita ad una delle opere più note della letteratura italiana. Tanto che oggi Torino ha scelto di rifarsi proprio a questo grande classico.

In questi giorni in cui imperversa l’emergenza Coronavirus in città non sono mancate le limitazioni alle attività e, nonostante il graduale “ritorno alla vita”, il settore della cultura nei giorni scorsi è stato tra i più colpiti.

 Il capoluogo piemontese ha scelto di guardare al passato e prendere come esempio quei dieci giovani che decisero di soggiornare per due settimane lontani dalla città per sfuggire alla peste: così, dal 29 febbraio scorso c’è un vero e proprio “esercito” di persone “invisibili”; ovvero che in modo non ufficiale sta rileggendo Boccaccio, e così tiene in vita la cultura.

Da questa necessità è nato il progetto Decamerone 2020: sulla omonima pagina Facebook vengono pubblicati ogni ora per 10 giorni video che comporranno integralmente la lettura dell’opera di Boccaccio, in attesa che passi l’emergenza del contagio.

L'idea è nata dalla libreria Luna'sTorta di Torino, ma in pochi giorni ha coinvolto centinaia di persone provenienti da tanti ambiti diversi della cultura, che hanno registrato e stanno registrando il video in cui personalmente si cimentano nella lettura di una novella. Hanno “abbracciato” il progetto musicisti, attori, librai, gestori di locali, cantanti, performer, operatori museali, insegnanti privati, giornalisti e altri professionisti.

Paradossalmente, nel Trecento l’epidemia di peste portò alla nascita di una delle più grandi opere letterarie mai scritte; invece oggi, nel 2020, la propagazione di un virus ha paralizzato per giorni il settore della cultura, ma l’obiettivo del progetto è tenerlo “vivo”, oltre che denunciare il rischio di crisi che corre questo settore per l'emergenza coronavirus.

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Così scrivono gli organizzatori del progetto sulla pagina Facebook:

"Chiediamo che venga predisposto un fondo di emergenza per tutti coloro che in questi lunghi giorni hanno visto azzerarsi o ridursi drasticamente i propri introiti. E chiediamo che questo fondo resti attivo, per evitare e prevenire altre situazioni di simile gravità. Per fare questo è necessario e auspicabile che finalmente venga riconosciuto il valore sociale e lavorativo di chi ogni giorno opera in ambito culturale. Se un augurio possiamo farci è che quest'emergenza possa accendere una luce sul numero enorme di persone che lavorano senza tutele e riconoscimento. Sappiamo di non essere l'unico settore in cui questo accade. Ci auguriamo che questa lunghissima maratona possa essere d'aiuto a tutti coloro che in questi giorni si ritrovano nella medesima situazione".

Al seguente link è possibile accedere ai video delle letture e ulteriori informazioni sul progetto:  https://www.facebook.com/Decamerone-2020-101948468080895/?modal=admin_todo_tour


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