facebooktwitter

nonsolocontro2017

4915996 Visualizzazioni

giuseppe ungaretti

 

La sua “Soldati” oggi più attuale che mai

Il grande innovatore, l’ermetico che rompeva con la tradizione

Federica Carla Crovella

                  Si sta come

                  d’autunno

                  sugli alberi

                   le foglie

Ungaretti foglie

 Così scriveva Giuseppe Ungaretti, che ci lasciava esattamente cinquant’anni fa, a Milano, nella notte tra il 1 e il   2 giugno 1970. Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1888, il poeta vive in Africa fino al 1912, poi completa la sua   formazione in Francia, dove entra in contatto con i grandi protagonisti delle avanguardie, che operano in forte rottura   col passato e saranno suoi maestri.

 Durante la prima guerra mondiale combatte sul fronte carsico e francese.

 Al fronte, esposto al rischio di incontrare la morte, scrive la poesia “Soldati”, che forse mai come in questo periodo   ha ancora tanto da dire. Quelle poche parole, costruite sulla similitudine che pone i soldati sullo stesso piano delle   foglie, trasmettono un forte sentimento di precarietà, lo stesso che prova tra le schiere dei soldati.

 

In guerra la vita dei combattenti è come appesa ad un filo, in balìa chi può da un momento all’altro porre fine alla loro vita. Ungaretti, però, sembra estendere abilmente la condizione di precarietà all’intera umanità; condizione espressa ancor meglio dall’enjambement, figura retorica per cui la fine del verso non coincide con quella della frase, che prosegue nel verso successivo. Contribuisce a creare una pausa inaspettata e un effetto di sospensione.

ungaretti soldato

A pensarci bene, anche se non viviamo in guerra, ciascuno di noi ogni giorno non sa che cosa la vita gli riserverà; non abbiamo forse sentito lo stesso senso di instabilità nei mesi scorsi? In un certo senso non prosegue ancora oggi? Non siamo minacciati delle bombe, ma siamo comunque in lotta contro un nemico che rischia ancora di farci ugualmente male, e tanto ne ha fatto a un numero incredibile di persone.

Sono situazioni diverse, ma accomunate dallo stesso sentimento d’ angoscia e impotenza: al malato e al soldato basta poco per cadere, così come alle foglie che da un momento all’altro possono subire la furia del vento.

La breve poesia è stata scritta nei pressi di Bligny, in Francia, e rientrerà nella raccolta L’Allegria.

Il paesaggio che scorre sotto i suoi occhi durante la guerra, quello del Friuli e del Carso, è rappresentato nel primo gruppo di poesie, Il porto sepolto, pubblicato nel 1916, che sarà poi al centro della raccolta Allegria di naufragi, che poi prenderà il titolo L'allegria. La raccolta comprende liriche brevi, simili a frammenti di intuizioni rapidissime. Forse soprattutto in questa prima raccolta, Ungaretti persegue il suo ideale di poesia pura, in cui la parola riacquista tutto il suo significato, la sua essenzialità e non lascia spazio al superfluo. La sua poesia vuole anche rompere con la tradizione e spesso è caratterizzata dalla brevità, che rispecchia la velocità della vita sul campo di battaglia.

ungaretti fronte

Nel 1921 Ungaretti si stabilisce a Roma, in quel periodo aderisce al fascismo, firmando il Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925, per poi distaccarsene.

Nel 1928 si converte al cattolicesimo e questa tappa della sua vita emerge in Sentimento del Tempo, raccolta del 1933. Qui rappresenta in modo più complesso le inquietudini umane e stilisticamente abbandona il verso scarno della raccolta precedente, recupera i metri tradizionali della poesia italiana, ad esempio l’endecasillabo. In linea con la sua adesione all’Ermetismo, la poesia di Ungaretti diventa più complessa, sia nei contenuti sia nello stile. La caratteristica principale degli ermetici, infatti, è l’oscurità di significato: i versi sono apparentemente privi di logicità sia per il contenuto sia per la forma, che spesso scardina le regole sintattiche; dietro questa complessità c’è l’esigenza di rivelare i sentimenti più profondi dell’animo umano.

Ungaretti Odissea CUT 300x200

Così dice l’autore in un’intervista: «Tutto deve finire con la sensazione che si è espressa la poesia, che però non si è espressa veramente. Si è sempre scontenti, si vorrebbe che fosse detto diversamente, ma la parola è impotente, non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi».

Dal 1936 al 1942 insegna letteratura italiana in Brasile, all’Università di San Paolo, poi, tornato in Italia prosegue la sua attività didattica a La Sapienza di Roma, dove viene nominato Accademico d’Italia.

Nel 1947 scrive la raccolta Il Dolore, che riflette anche sulle catastrofi della seconda guerra mondiale. Tra le altre raccolte che più si ricordano c’è La terra promessa. Frammenti (1950). Tutta la sua opera poetica è stata raccolta sotto il titolo Vita d’un uomo nella prestigiosa collana dei Meridiani dell’editore Mondadori (2009).

 


Cerca nel giornale

    VEDI E CLICCA SULL'IMMAGINE

ludo estate


 

 Clicca sull'immagine per fare una donazione tramite paypal o carta di credito

donazione nonsolocontro


 

SPORT

Image Giovedì, 02 Luglio 2020
Dimissioni in casa del River Leini

Gli esperti

SCIENZA

Image Domenica, 28 Giugno 2020
Cartine stradali, quanta nostalgia

COLLEZIONISMO

adsense3

Ultime news

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com

adsense1

adsense2